L’immagine ottenuta dal sonar del vulcano. Credit: MAYOBS – CNRS / IPGP / IFREMER / BRGM
in foto: L’immagine ottenuta dal sonar del vulcano. Credit: MAYOBS – CNRS / IPGP / IFREMER / BRGM

Un gigantesco vulcano sottomarino alto 800 metri e largo 5 chilometri si è formato in soli sei mesi nell'Oceano Indiano, tra l'Africa continentale e il Madagascar, a circa 50 chilometri di distanza dall'isola di Mayotte, una regione d'Oltremare della Francia. Il neonato colosso non solo è legato all'eruzione vulcanica sottomarina più potente mai registrata, ma sarebbe responsabile della misteriosa onda sismica a bassa frequenza che l'11 novembre del 2018 attraversò l'intero Pianeta. La presenza del vulcano sottomarino potrebbe rappresentare un problema di sicurezza per l'isola; da quando sono iniziati strani fenomeni sismici nell'area, a partire dal 10 maggio del 2018, l'isola si è spostata di 10 centimetri verso Est ed è “sprofondata” nell'oceano di 15 centimetri.

Credit: BGRM
in foto: Credit: BGRM

La ricerca. Sin da quando è iniziato lo sciame sismico, durante il quale è stato anche registrato un potente terremoto di magnitudo 5,8 verificatosi il 15 maggio 2018, tutti gli strumenti indicavano l'origine a 50 chilometri a Est di Mayotte. Già all'epoca si era ipotizzato che la fonte potesse essere una potente eruzione vulcanica sottomarina. Da giugno dello scorso anno è stata inviata nell'area una missione scientifica guidata dalla nave da ricerca Marion Dufresne per indagare sul fenomeno. Negli ultimi mesi sono stati piazzati diversi sismometri sul fondale marino (profondo 3,5 chilometri) ed è stato utilizzato un potente sonar multifasico per mapparne la superficie. Dall'analisi delle mappe ottenute, coordinata dal direttore dell'Istituto di geofisica di Parigi (IPGP) Marc Chaussidon, è stata scoperta la presenza del gigantesco vulcano, che era assente in quelle realizzate in passato.

Credit: MAYOBS – CNRS / IPGP / IFREMER / BRGM
in foto: Credit: MAYOBS – CNRS / IPGP / IFREMER / BRGM

I rischi. Gli scienziati hanno individuato una enorme camera magmatica tra i 20 e i 50 chilometri sotto la superficie; quando il magma in essa contenuta è entrato in contatto con l'acqua marina fredda ha spaccato la crosta terrestre a causa della fortissima pressione dei gas sprigionati, dando vita all'eruzione e al cono vulcanico alto 800 metri. Il materiale è stato eruttato fino a 2 chilometri di altezza dal fondo dell'oceano, ecco perché non è stato osservato nulla in superficie. Lo spostamento e lo sprofondamento dell'isola sarebbe legato al collasso della camera magmatica, che si sta restringendo dopo aver scatenato la sua energia. Ulteriori indagini dovranno confermare quanto rilevato dagli strumenti, ma tutto lascia pensare che i problemi sull'isola di Mayote siano legati alla nascita di questo “mostro sottomarino”. “Il governo è pienamente mobilitato per indagare su questo fenomeno eccezionale e pronto ad adottare le misure necessarie per comprenderlo al meglio e prevenire i rischi che potrebbe rappresentare”, si legge in un comunicato stampa rilasciato dal Ministero degli Interni francese. I dettagli su questo fenomeno sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Science.