nebulosa della carena eso

Una enorme incubatrice di Stelle, posta a circa 7 500 anni luce da noi: la Nebulosa della Carena è una regione di formazione stellare tra le più importanti della Via Lattea australe, oltre ad essere probabilmente uno tra gli oggetti celesti più fotografati in assoluto. Una nube incandescente di gas luminoso e polveri che comprende molte tra le Stelle più brillanti e massicce che siano mai state conosciute, la cui estensione è tale che i telescopi sono in grado di studiarne solo una porzione alla volta: ecco perché la sua ultima immagine più completa e dettagliata è stata realizzata grazie ad un telescopio d'avanguardia che misura 2.6 metri di diametro, dotato di una enorme camera da 268 milioni di pixel.

Realizzato con il telescopio VST (VLT Survey Telescope) dall'Osservatorio del Paranal dell'ESOquesto spettacolare ritratto della Nebulosa della Carena è stato ottenuto il 5 giugno del 2012 durante la visita del Presidente del Cile Sebastian Piñera e di sua moglie Cecilia Morel al sito nel deserto di Atacama; pochi giorni fa, è stato reso pubblico in occasione della cerimonia di presentazione del telescopio tenutasi presso l'Osservatorio di Capodimonte di Napoli. Il VST, infatti, è il più grande telescopio al mondo esclusivamente dedicato all'esplorazione del cielo in luce visibile ed è il frutto di una joint-venture tra l'Istituto Nazionale di Astrofisica – Osservatorio Astronomico di Capodimonte – e l'ESO: industrie italiane hanno collaborato con l'INAF per progettare e costruire il telescopio, mentre per la lente è stato protagonista un consorzio che comprende istituti italiani, tedeschi ed olandesi, sempre sotto la supervisione e con l'affiancamento dell'ESO.

La nebulosa della Carena è un luogo celeste privilegiato per quanti vogliono studiare ed osservare fenomeni legati alla nascita violenta e all'inizio della vita delle Stelle: questa ultima panoramica realizzata è una delle più ricche e dettagliate mai realizzata prima. Il colore predominante è il rosso, che spicca in mezzo ad altre sfumature frutto dei diversi elementi del gas: esso deriva dall'idrogeno gassoso che diviene incandescente sotto effetto della luce ultravioletta irradiata dalle Stelle giovani e calde che popolano la nebulosa. Grazie all'ampio campo visivo di VST, alla sua eccezionale qualità ottica e alla fortuna del sito cileno per l'osservazione, lo scatto è riuscito a riprendere quasi tutta la Nebulosa in un singolo suggestivo "scatto". Una immagine straordinaria per celebrare non soltanto il nuovo telescopio, di cui ricordiamo il fondamentale contributo italiano, ma anche per i 50 anni compiuti quest'anno dall'European Southern Observatory, quel valido frammento di ricerca europea nell'emisfero australe.