Il lancio di sabato 28 giugno
in foto: Il lancio di sabato 28 giugno

Sarà il nuovo veicolo spaziale della NASA? Per il momento è ancora "sotto esame": l'unica cosa certa, infatti, è che un "disco volante" è stato lanciato, grazie ad un pallone di elio, nell'atmosfera terrestre. Il test ha avuto luogo lo scorso sabato 28 giugno alle Hawaii, si è svolto con esito positivo e si è concluso con un tuffo nell'Oceano Pacifico, secondo quanto era stato previsto dagli esperti dell'agenzia spaziale USA.

Strumento di atterraggio

Si tratta di una forma di tecnologia innovativa sviluppata dal Jet Propulsion Laboratory che potrebbe servire in futuro per gli atterraggi su Marte: fin da quando la sonda Viking 1 scese "in visita" sulla superficie del Pianeta Rosso, infatti, la NASA ha fatto ricorso alla medesimo tipologia di paracadute, pensata per i lenti e delicati atterraggi dei lander e dei rover come Curiosity attraverso l'atmosfera marziana. Adesso, però, è giunta evidentemente l'ora di rinnovarsi.

Il primo volo del disco volante ha fatto registrare qualche piccolo imprevisto relativo all'apertura del pallone, la quale non è stata completa. La NASA ha comunque dichiarato che la missione è stata un successo e che la parziale apertura del pallone va intesa come un'occasione per correggere alcuni errori in fase di progettazione. Il costo totale dell'operazione di collaudo è stato di 150 milioni di dollari, una cifra non indifferente ma giustificata dalle qualità del nuovo dispositivo che potrebbe rivelarsi fondamentale per lanciare delicatamente non solo veicoli spaziali più pesanti ma anche, eventualmente, gli astronauti che, tra non molti anni, potrebbero esplorare il Pianeta Rosso.

Un nuovo sistema di decelerazione

Il suo nome è LDSD, acronimo che sta per Low-Density Supersonic Decelerator, ed è stato lanciato con il suo pallone di elio da Kauai, alle 8:40, ora locale: il veicolo ci ha messo circa due ore per raggiungere l'altezza approssimativa di 35 chilometri, in piena stratosfera. Quando è giunto a quel traguardo, come da programma, il motore del razzo ha portato LDSD a pressapoco 50 chilometri di altitudine alla velocità Mach 4 (ossia quattro volte la velocità del suono), con l'obiettivo di riprodurre le condizioni che un veicolo spaziale potrebbe incontrare nel momento del suo avvicinamento a Marte. A quel punto è iniziata la lenta discesa che ha comportato l'apertura del paracadute: il pallone tondo che avvolgeva il modulo è ammarato dolcemente nell'Oceano mentre una video camera installata sul disco volante catturava e documentava i momenti fondamentali del volo.

Il "ripescaggio" del disco volante (Image Credit: NASA/JPL–Caltech)
in foto: Il "ripescaggio" del disco volante (Image Credit: NASA/JPL–Caltech)

Quello di sabato era il primo dei tre voli sperimentali previsti: molto altro lavoro sarà infatti necessario per verificare la perfetta funzionalità del dispositivo, secondo quello che  è lo scopo degli esperti della NASA. Una tecnologia come quella di LDSD, infatti, nasce per portare carichi particolarmente pesanti su Marte ma anche per preparare la strada alle future missioni che coinvolgeranno esseri umani. Tra tutte le applicazioni di questo tipo, tale sistema di decelerazione potrebbe essere il migliore per recapitare rifornimenti e materiali utili per eventuali permanenze di lunga durata sul Pianeta Rosso: quindi tanto vale iniziare ad attrezzarsi per tempo, visto che il giorno in cui l'uomo metterà piede su Marte potrebbe non essere poi così lontano.