La Luna in passato ha avuto un'atmosfera generata da potenti eruzioni vulcaniche e i gas ‘superstiti' sarebbero rimasti intrappolati ai poli, dove potrebbero essere estratti e trasformati in aria e carburante per future missioni spaziali. Lo hanno determinato scienziati del Solar System Exploration Research Virtual Institute della NASA in collaborazione con astronomi della Universities Space Research Association (USRA), calcolando la quantità di gas emessi dal magma durante l'intensa attività vulcanica che in passato ha interessato la superficie del satellite, con picchi raggiunti attorno a 3,8 e 3,5 miliardi di anni fa.

Le eruzioni sulla Luna sarebbero state talmente abbondanti e veloci che i gas non avrebbero fatto in tempo a perdersi nello spazio, generando così una vera e propria atmosfera, che secondo la dottoressa Debra H. Needham, ricercatrice della NASA presso il Marshall Space Flight Center, sarebbe stata persino più intensa di quella ‘sottile' attualmente presente su Marte, spazzata via dal vento solare. Tra i volatili prodotti dal magma vi furono monossido di carbonio, zolfo e vapore acqueo: “la quantità totale di acqua rilasciata durante l'attività vulcanica che ha riempito i mari di basalto è quasi il doppio del volume di quella presente nel Lago Tahoe”, ha sottolineato la Needham. Il Tahoe è un grande lago americano di 500 chilometri quadrati di superficie.

Le aree della Luna dove sono stati emessi i gas Credit: Debra H. Needhamin foto: Le aree della Luna dove sono stati emessi i gas Credit: Debra H. Needham

I ricercatori hanno individuato due cosiddetti mari – le pianure basaltiche più scure ben visibili sulla superficie della Luna – dove si sono verificate le più intense emissioni di gas: il mare Imbrium e il mare Serenitas, i cui margini furono esplorati dalle missioni Apollo 15 e Apollo 17. Il dettaglio più interessante relativo alla presenza di questa antichissima atmosfera, che sarebbe ‘sopravvissuta' per 70 milioni di anni, è che i gas potrebbero essere “migrati” verso i poli, dove alcune tracce sono state effettivamente riscontrate dai rilievi con le sonde. Eventuali depositi di gas intrappolati nelle aree ghiacciate del satellite potrebbero favorire la futura costruzione di una base lunare, fornendo aria e carburante direttamente in loco agli astronauti a lavoro, ma anche risorse per le future missioni verso Marte e lo spazio profondo. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Earth and Planetary Science Letters.

[Credit: Nasa]