Numerose indagini hanno dimostrato che un livello superiore di istruzione è associato a un'aspettativa di vita più lunga, non solo perché si hanno maggiori probabilità di affrancarsi da condizioni di disagio sociale ed economico, ma anche perché alcune malattie – come ad esempio il morbo di Alzheimer e altre forme di demenza – sono statisticamente più diffuse nelle fasce di popolazione meno scolarizzate. Alla luce di questa premessa, scienziati americani hanno voluto determinare se la chiusura delle scuole della scorsa primavera attuata per contrastare la pandemia di COVID-19 (l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2) abbia avuto un impatto sull'aspettativa di vita dei bambini. Ebbene, in termini complessivi i piccoli che frequentano le scuole primarie americane avrebbero perso in totale ben 5,53 milioni di anni di vita.

A stimare questa cifra è stato un team di ricerca guidato da scienziati del Seattle Children's Research Institute e del Dipartimento di Anestesiologia e Medicina del Dolore dell'Università di Washington, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Fielding School of Public Health dell'Università della California di Los Angeles. Gli scienziati, coordinati dal professor Dimitri A. Christakis, docente presso il Dipartimento di Pediatria dell'ateneo di Seattle, sono giunti a questa conclusione dopo aver messo a punto un modello analitico in grado di stimare l'associazione tra chiusura delle scuole, impatto su livello di istruzione e perdita dell'aspettativa di vita. Come indicato, la riduzione del livello di istruzione, l'abbandono della scuola e una scarsa alfabetizzazione sono parametri associati a qualità e aspettativa di vita inferiori, e il lockdown potrebbe aver favorito una o più di queste condizioni.

Basandosi su dati pubblici, tra i quali quelli dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), della US Social Security Administration e dello l'US Census Bureau, Christakis e colleghi hanno determinato che i 24,2 milioni di bambini americani (tra i 5 e gli 11 anni) iscritti alle scuole primarie, durante i mesi del lockdown hanno perso in media 54 giorni di istruzione. Del resto molti genitori e docenti passati per le problematiche della didattica a distanza – la cosiddetta “DAD” – sanno bene quale impatto essa ha avuto sulla qualità dell'insegnamento, anche per ragioni squisitamente logistiche (velocità della linea internet, disponibilità di tablet e computer, mancato contatto con insegnati e compagni, impossibilità di frequentare aule-laboratorio etc etc). Incrociando tutti i dati, gli scienziati americani hanno determinato che in media i bambini maschi hanno perso 0,31 anni di aspettativa di vita, mentre le ragazze hanno perduto 0,21 anni di vita. Come indicato, nel complesso si stima che la chiusura delle scuole abbia determinato la perdita di 5,53 milioni di anni di vita.

Gli scienziati non si sono limitati a calcolare l'impatto delle scuole chiuse, ma hanno verificato anche quale sarebbe stato l'effetto di lasciare le scuole aperte. In questo contesto, il modello analitico da loro elaborato ha indicato con una probabilità del 98,1 percento che le scuole aperte avrebbero determinato meno anni di aspettativa di vita perduti. “Le decisioni future in merito alla chiusura delle scuole durante la pandemia dovrebbero considerare l'associazione tra interruzioni scolastiche e diminuzione della durata dell'aspettativa di vita, e dare maggior peso ai potenziali risultati della chiusura scolastica sulla salute dei bambini”, hanno concluso gli scienziati nell'abstract del proprio studio, pubblicato sull'autorevole rivista scientifica JAMA.