Non è una novità: l'umanità continua a crescere sempre più e, dopo aver superato quota 7 miliardi già nel lontano 2011, si prepara a vedere aumentare la propria popolazione di 2 miliardi e mezzo entro il 2050. Sono queste le premesse, unite a diversi ed articolati problemi ambientali, di quella che potrebbe profilarsi come una crisi alimentare della quale, tra non molti anni, potremmo ritrovarci ad essere protagonisti: a meno che, lo sappiamo, l'essere umano non inizi a mutare le proprie abitudini, introducendo nella propria dieta alimenti che, ad oggi, ci sembrano semplicemente stravaganti come le alghe, inquietanti come la carne in vitro o disgustosi come gli insetti.

Occhio non vede, cuore non duole

Per gli insetti il problema del rifiuto psicologico è evidentemente molto forte nei Paesi, come quelli Occidentali, in cui queste piccole creature non vengono consumate. Forse Stefan Klettenhammer, giovane ricercatore altoatesino, si chiedeva come aggirare questo ostacolo quando ha deciso di sviluppare una barretta energetica a base di larve di insetto? Fatto sta che questo innovativo prodotto, che è stato anche premiato dall'Accademia svizzera delle scienze tecniche, a prima vista non mostra in alcun modo quale sia la propria origine: appare come una delle tante barrette che vengono utilizzate dagli sportivi durante le gare e, dunque, potrebbe essere mangiata da chiunque, naturalmente senza pensarci troppo su. Del resto – come ha spiegato lo stesso ricercatore – quando nel 2050 saremo oltre 9 miliardi di persone a dover essere nutriti, sarà probabilmente ragionevole ripiegare sugli insetti: mentre i prezzi di carne e verdura saliranno drammaticamente, gli insetti potrebbero essere apprezzati per il fatto di essere animali a sangue freddo che producono molte proteine consumando poca energia.

Gli insetti, un'alternativa economica e sostenibile

«L'allevamento di insetti è low tech e facilmente realizzabile anche nei paesi poveri del mondo» ha spiegato Klettenhammer all'ANSA, sottolineando che il prodotto base può essere sfruttato non soltanto come cibo, ma anche come mangime per animali. Sviluppata assieme Meinrad Koch, anch'egli ricercatore della Società Svizzera di Scienza e Tecnologia degli Alimenti, la premiata barretta è al müsli e contiene il 23% di proteine, la metà delle quali proveniente dai vermi della farina, centrifugati in modo che da essi venga estratto il 95% delle proteine; da questa lavorazione non resta che una farina di colore marrone chiaro. Basta non ricordarsene, insomma, perché a quanto pare ha un sapore molto simile a quello delle barrette che siamo abituati a mangiare oggigiorno. Del resto, sostiene Klettenhammer «Gli insetti possono avere un sapore eccellente. Tutto dipende dalla preparazione e questo vale per molti cibi»: e, in effetti, proprio su questa ultima affermazione, non possiamo dargli torto.