Forse adesso è proprio il caso di dire che si apre una nuova realtà nei viaggi spaziali: dopo una collezione seriale di insuccessi, infatti, il razzo Falcon 9 della società SpaceX di Elon Musk arriva a mettere a segno un risultato fondamentale, con un atterraggio su una nave teleguidata posta nel mezzo dell'Oceano Atlantico. Risultato che giunge poco dopo il successo di Jeff Bezos, a capo della Blue Origin, che con il suo razzo New Sheppard, lo scorso 8 aprile, aveva effettuato un volo di andata e ritorno dallo spazio; e che va molto oltre.

Non è la prima volta che un razzo Falcon 9 riesce nell'impresa del rientro: solo che questa volta non si parla di terra ferma bensì di superficie marina che, in futuro, potrebbe essere sfruttata maggiormente per il ritorno di questi veicoli ad alta velocità (che sarebbero di fatto difficili negli spazi terrestri).

Il razzo di SpaceX ha portato a termine una importante missione, contribuendo a consegnare alla Stazione Spaziale Internazionale il modulo Beam (Bigelow Expandable Activity Module), un piccolo ambiente gonfiabile prodotto dalla Bigelow Aerospace che servirà per verificare la funzionalità di future basi gonfiabili che potrebbero trovare posto tra le colonie della Luna e di Marte. A bordo di una capsula Dragon, il carico è arrivato la scorsa domenica, mentre la Stazione Spaziale sorvolava le regioni meridionali dell'Algeria dall'altezza di oltre 400 chilometri.

Il modulo Beam è frutto di una tecnologia estremamente innovativa e, proprio per questo, ancora tutta da sperimentare e scoprire: per verificarne la sicurezza occorreranno anni, ma la NASA sta già dimostrando un forte interesse per il progetto. Verso la fine di maggio, si provvederà a gonfiare Beam che raggiungerà, così, le dimensioni di una grande tenda da campeggio: dopodiché gli scienziati a bordo della ISS inizieranno a trascorrere qualche ora lì dentro per scoprire se, in futuro, sarà possibile viverci.