Ci eravamo lasciati pieni di entusiasmo e buone notizie ma, oggi, bisogna ammettere che la cavalcata verso le stelle dell'imprenditore Elon Musk ha subito una dura battuta d'arresto.

Dopo il rientro avvenuto con successo lo scorso 22 dicembre, infatti, per oggi era previsto un altro lancio del razzo Falcon 9, il preziosissimo prodotto realizzato da Space X che dovrebbe rivoluzionare il modo di viaggiare nello spazio.

Falcon 9 è stato progettato per essere in grado di tornare indietro: qualora la sua tecnologia si diffondesse, si abbatterebbero radicalmente i costi di molte missioni, in particolare di quelle che servono a portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta, infatti, di viaggi relativamente brevi e frequenti ed è facile immaginare quanto uno strumento del genere farebbe comodo ad essi.

A quanto pare, però, i tempi non sono ancora maturi per Falcon 9 che, questa volta, non è stato in grado di atterrare verticalmente sulla piattaforma. O meglio, la pinza che avrebbe dovuto provvedere ad agganciarlo non ha retto, causandone l'inclinazione su un lato e la conseguente deflagrazione; peccato perché, fino a quel momento, tutto sembrava essere andato esattamente per il meglio.

Il decollo dalla base Air Force di Vandenberg, in California, era stato seguito dal posizionamento in orbita del satellite Jason-3 Ocean, come da programma: il satellite servirà a monitorare e misurare la topografia degli Oceani ma anche per tenere sotto controllo l'intensificazione dei cicloni tropicali e, dunque, dare supporto alle previsioni meteorologiche stagionali.

Fatto ciò, Falcon 9 aveva iniziato la fase di discesa verso Terra, rallentando progressivamente. Come l'ultima volta, ad attendere il razzo c'era una piattaforma posizionata nel mezzo dell'Oceano Pacifico; la mancata presa da parte della pinza della zampa numero 3 è stata fatale. All'azienda aerospaziale privata, e al suo fondatore Musk, non resta che aspettare la prossima occasione per sperare in una migliore impresa.