Ricordate la storia di Casper? Il simpaticissimo polpo scoperto all'inizio dell'anno in una missione del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) nei pressi dell'Isola Necker (Hawaii) a oltre quattromila metri di profondità? Bene, perché il bizzarro cefalopode, pur non essendo ancora stato classificato (in poche parole, non ha ancora un nome scientifico), è già finito tra le specie minacciate. Ovviamente dall'uomo.

casper2

Gli studiosi, dopo il boom mediatico dello scorso marzo, hanno continuato alacremente il proprio lavoro di ricerca, scoprendo altri interessantissimi dettagli sulla vita di questo bianco mollusco, apparso improvvisamente innanzi a un ROV KIEL 6000, un piccolo sommergibile comandato da remoto. Il team, coordinato da Autun Purser dell'Alfred Wegener Institute di Bremerhaven (Germania), ha osservato che alcuni esemplari avevano ancorato le proprie uova sui resti di spugne morte, che a loro volta si erano sviluppate su formazioni di manganese (un minerale dal colore simile a quello del ferro). Poiché i fondali a quelle profondità sono solitamente molto fangosi, i polpi avevano nei pinnacoli di manganese gli unici appigli per le proprie uova, come dimostrato anche da altri filmati registrati nell'Oceano Pacifico relativi ad altre trenta specie di polpi, tutte molto simili a quella di Casper.

Il problema principale, ha spiegato l'autore dello studio pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology, risiede proprio nel manganese, un minerale richiestissimo dal mercato poiché largamente utilizzato in strumenti tecnologici alla stregua di smartphone, tablet, computer e altre componenti informatiche. Poiché i giacimenti terrestri sono stati praticamente tutti quanti presi e i prezzi continuano a salire, le grandi industrie hanno iniziato a mettere gli occhi proprio sui fondali marini, un'opzione che metterebbe in serissimo pericolo il futuro della specie di Casper e non solo.

[Foto di NOAA]