L'Africa è seduta sopra un'immensa riserva d'acqua

Il tesoro più prezioso e conteso dell'Africa potrebbe essere semplicemente nascosto e ben coperto dal suolo, come ogni preziosa ricchezza naturale che si rispetti: le risorse idriche di quell'arido territorio, ben più ampie di quanto precedentemente stimato, giacerebbero al di sotto del continente che, dunque, sarebbe seduto su una immensa riserva d'acqua. L'ammontare del volume contenuto nel totale di 283 falde acquifere prese in esame in studi precedenti, sarebbe superiore di ben cento volte rispetto all'oro blu che sgorga in superficie, secondo una ricerca condotta dal dipartimento di geografia della University College London in collaborazione con il British Geological Survey e pubblicata pochi giorni fa dalla rivista Environmental Research Letters.

Il grande disegno dei bacini sotterranei – Si tratta della prima mappa complessiva che fornisce indicazioni in merito ai bacini che si trovano sotto l'intera estensione del continente, con tanto di aree potenzialmente adatte ad ospitare grandi pozzi per l'estrazione, basata su un'approfondita revisione di pubblicazioni, dati, studi precedenti e mappe disponibili. La più ricca quantità di acqua sarebbe stata individuata nelle falde tra le rocce sedimentarie dei Paesi nordafricani quali Libia, Algeria, Egitto e Sudan. A dispetto di una distribuzione sul territorio certamente non uniforme, va tuttavia sottolineato come una buona parte degli altri Stati potrebbe risultare immensamente avvantaggiata dall'installazione di pozzi in zone adatte, che fornirebbero un ausilio a quell'estrazione che ancora avviene troppo spesso con pompe manuali. Gli stessi autori del lavoro hanno, tuttavia, sottolineato come questo deposito d'acqua sotterraneo, un totale di circa 0.66 milioni di chilometri quadrati, non sarebbe tutto disponibile attraverso l'estrazione e, del resto, la stessa trivellazione immediata su larga scala potrebbe non essere la risoluzione ai problemi di approvvigionamento idrico dell'Africa, soprattutto se relazionata ad un'urbanizzazione crescente che si contrappone alle realtà rurali in cui l'accesso all'acqua pulita e potabile è ancora di fatto impossibile.

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Riserve ed impianti idrici – Uno sfruttamento indiscriminato delle risorse, infatti, che senso avrebbe con un arco sub-sahariano in cui, negli Stati più poveri, 97 persone su 100 non dispongono di un impianto di tubazioni adeguato ad ottenere acqua potabile in casa? Proprio da queste zone sventurate partono le carovane di donne che, ogni giorno, munite di taniche si recano nei villaggi a fare la fila per aspettare di attingere il proprio carico di oro blu, da riportare indietro alle famiglie in attesa. In 300 milioni, in Africa, non possono accedere all'acqua: la crescita demografica degli ultimi decenni e il conseguente incremento esponenziale della domanda continuano ad essere soggetti alle variazioni stagionali che influenzano la portata di fiumi e laghi, le sole scarse riserve d'acqua superficiali. Attualmente, solo il 5% delle terre arabili viene adeguatamente irrigato e, con l'aumento della popolazione, la richiesta di generi alimentari diventa sempre più una questione difficile da fronteggiare mentre i singoli coltivatori resistono con fatica crescente alle pressioni dei grandi compratori esteri interessati a terreni su cui piantare monocolture (il grande affare dei biocarburanti è uno dei motori principali), a totale discapito dei prodotti tradizionali. Insomma, la buona notizia c'è, e riguarda la grossa quantità d'acqua che l'Africa celerebbe nel suo cuore più profondo: resta solo da capire se il futuro riserverà degli sviluppi positivi per territori vessati dalla scarsezza di oro blu o se, ancora una volta, coloro i quali detengono il potere riusciranno ad utilizzare questo strumento come l'ennesima arma per creare ricchezza, a totale discapito dei più deboli, ultimi di una terra sventurata.