Credit: Seth Jackson/ National Trust
in foto: Credit: Seth Jackson/ National Trust

Una remota e disabitata isola della Cornovaglia, alla quale si può accedere soltanto attraverso un permesso speciale, è sommersa da migliaia di elastici e da altri rifiuti prodotti dall'uomo, come attrezzatura da pesca. A portare tutta questa spazzatura sulla piccola isola di Mullion, sita al largo della penisola Lizard, sono stati gli uccelli marini che vi nidificano. Fra essi ci sono il mugnaiaccio (Larus marinus), un grande gabbiano con un'apertura alare che può arrivare a 170 centimetri; il gabbiano reale nordico (Larus argentatus); il cormorano (Phalacrocorax carbo) e il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis).

Gli esperti indicano che gli uccelli hanno scambiato gli elastici per vermi e gli altri rifiuti per prelibati bocconcini. Molti sono stati rigurgitati, altri semplicemente depositati. A scoprire questa discarica a cielo aperto in un paradiso che dovrebbe essere incontaminato sono stati i ranger della National Trust, la fondazione proprietaria dell'isola di Mullion a partire dal 1945 (fu ceduta dalla ricca famiglia Meyer). I ranger hanno dovuto attendere l'autunno per intervenire, per non disturbare gli uccelli durante il periodo della nidificazione.

“In una sola ora abbiamo raccolto migliaia di elastici e manciate di attrezzatura da pesca”, ha dichiarato Mark Grantham del West Cornwall Ringing Group che ha partecipato alla prima spedizione di pulizia. Gli elastici erano soprattutto di colore marroncino, verde e giallo, tonalità compatibili con quelle delle prede che i gabbiani catturano durante le “spedizioni” nei campi coltivati della Cornovaglia. “Nonostante siano rumorosi, chiassosi e apparentemente comuni, i gabbiani sono in declino. Stanno già lottando con i cambiamenti nelle popolazioni ittiche e i disturbi nei siti di nidificazione. Mangiare fasce elastiche e pezzi di attrezzatura da pesca non li aiuta di certo ad alleviare la loro situazione”, ha dichiarato Rachel Holder, Area Ranger per il National Trust. “Luoghi come l'isola di Mullion dovrebbero essere santuari per i nostri uccelli marini, quindi è angosciante vederli diventare vittime dell'attività umana”, ha aggiunto l'esperta. Tra un rifiuto e l'altro Holder e colleghi si sono imbattuti anche nella carcassa di un gabbiano ucciso da un amo da pesca lungo 10 centimetri.

Si stima che il 90 percento degli uccelli mangi plastica, contro il 5 percento degli anni '60 del secolo scorso. Tra gli oggetti più “consumati” – spesso mortali – ci sono quelli monouso, che finiscono per uccidere i volatili in modo atroce. Secondo i ranger impegnati nella pulizia della piccola isola britannica, gli elastici potrebbero essere stati presi dagli uccelli dai vicini campi coltivati con piante da fiori. Questi oggetti vengono utilizzati dai raccoglitori per raggruppare i fiori recisi, e moltissimi vengono dispersi nell'ambiente, finendo per attirare l'interesse della fauna selvatica.