invasi dalle meduse

Silenziose ed urticanti, con l'arrivo dell'estate le meduse ricominciano a far parlare di sé, anche se il vigile occhio dei biologi marini ne osserva costantemente le vicende: è noto, ormai, che da anni la popolazione di questi animali ha visto un notevole incremento che ha interessato non solo il Mar Mediterraneo ma anche gli Oceani. E se la responsabilità di tale aumento viene spesso ricondotta all'innalzamento della temperatura delle acque marine ed oceaniche, che favorirebbe in un certo senso la riproduzione e la proliferazione di questi animali, in unione con il problema dell'inquinamento e dell'elevata concentrazione di livelli di CO2, in realtà su tale ipotesi non concordano certamente tutti: a fronte di ciò, il solo dato certo è che gli urticanti animaletti, tanto invisi al genere umano, sono in costante crescita in ogni parte del globo, assumendo sempre più l'aspetto di una presenza semi-permanente anche nei mari in cui, un tempo, si limitavano a fugaci apparizioni sporadiche.

Prede senza predatori – In verità, è lecito osservare come, mentre le meduse aumentano, tantissime altre creature diminuiscono: alcune tra queste sono proprio quelle che solitamente si nutrono delle tanto odiate creature. Lo sfruttamento eccessivo degli stock ittici, con ritmi di pesca che i mari non saranno in grado di sostenere in eterno, sta già comportando un impoverimento progressivo dei fondali di quasi tutto il Pianeta. La contrazione della popolazione dei predatori naturali delle meduse sta lasciando molto spazio a queste che, sempre più, "si affollano" anche in prossimità di luoghi balneari molto frequentati: a tal proposito è bene ricordare come, contrariamente a quanto sovente sostenuto da un vecchio mito da sfatare, la presenza di meduse non sia assolutamente da mettere in relazione con la pulizia dell'acqua. Basta affacciarsi da qualunque molo su qualsiasi porto per verificare l'infondatezza di questa leggenda cara ai bagnanti.

Programmi di monitoraggio – Attualmente sono tre le iniziative europee dedicate al controllo sulla superficie marine delle meduse, con l'obiettivo di conoscerne l'attuale distribuzione, gli spostamenti e i mutamenti che stanno vivendo queste creature così particolari, tra le più antiche ancora esistenti sulla Terra, le cui caratteristiche non sono mai cambiate nell'ultimo mezzo miliardo di anni per effetto della selezione naturale. In Italia il progetto di monitoraggio Occhio alla medusa promosso da MareVivo invita tutti coloro i quali si trovano in prossimità di acque marine ed individuano una medusa a segnalarla, magari corredata anche da una foto digitale realizzata con il telefonino. Conoscere i dettagli della diffusione abbondante di meduse potrebbe risultare molto utile per studiarne gli effetti sugli equilibri degli ecosistemi, dal momento che tale fenomeno al momento preoccupa per il suo impatto fortemente negativo.

medusa

Una prelibatezza per il palato asiatico – Anche perché per gli occidentali le meduse non costituiscono in alcun modo una ricchezza essendo giudicate oltre che fastidiose, anche non commestibili: tuttavia questa creatura urticante è vista come una prelibatezza dalla cucina dell'Estremo Oriente, al punto da costituire addirittura il perno un mercato più che florido per un giro d'affari milionario. Un mercato che, negli ultimi anni, si sta ampliando sempre più, valicando i propri confini e sbarcando fino agli scaffali di negozi di alimentari statunitensi, australiani e britannici. In effetti, il basso contenuto calorico del prodotto, unito alle sue caratteristiche nutritive, potrebbe fare ben presto della medusa un alimento assai più diffuso sia in questi Paesi sia anche nell'Europa continentale dove il crescente interesse verso prodotti salutistici (ed esotici) sta diventando una tendenza sempre più presente: per tali ragioni, attualmente diversi studi sono al fine di rendere la medusa un prodotto commerciabile nella più assoluta sicurezza ed igiene, in prospettiva di una diffusione sempre più capillare nelle cucine nostrane. Certo l'ipotesi di un futuro in cui anche i più tradizionalisti tra gli abitanti del Mediterraneo saranno costretti a cibarsi di meduse (e secondo alcuni anche di insetti) poiché ormai le sole creature a non esser state distrutte dalla pesca, ha un suono decisamente apocalittico: molto meglio continuare ad immaginarle come una prelibatezza per palati curiosi (o stranieri ) o come nient'altro che una fastidiosa seccatura, durante le calde giornate estive in cui si cerca conforto nel mare.