Del "vir" resta ben poco quando qualche linea di febbre varca la soglia dei 37 gradi. Qualsiasi donna avrà avuto modo di osservare quanta sofferenza procuri ad un uomo un po' di influenza. Secondo gli scienziati della Harvard University School of Public Health non si tratta solo di "scena": l'uomo affetto da febbre soffrirebbe davvero di più della donna. A penalizzare il maschio, infatti, sarebbe il suo sistema immunitario che, privo delle stesse quantità di estrogeni della donna – un ormone tipicamente femminile-, finirebbe per essere maggiormente soggetto ad infezioni delle vie respiratorie.

L'origine del malessere dell'uomo è stato individuato grazie ad una sperimentazione sui topi, condotta dal team di ricerca della scuola britannica e del suo coordinatore Lester Kobzik. Per i piccoli roditori, affetti da infezione bronchiale causata dal batterio Streptococcus pneumoniae, è stato sufficiente l'uso degli estrogeni per giungere alla guarigione. Il loro uso, infatti, accelerava i tempi di guarigione, perché favoriva l'attivazione di NOS3 (ossido nitrico sintetasi 3), utile a rimuovere la causa dell'infezione. Viceversa, intervenendo geneticamente per disattivare il gene "addetto" alla produzione di NOS3, anche i topi femmina si mostravano maggiormente esposte all'infezione.

La scoperta potrebbe produrre effetti molto interessanti, perché i farmaci che agiscono sull'ossido nitrico sintetsi 3, come gli estrogeni, potrebbero essere usati per accrescere la resistenza alla polmonite di donne e uomini. Quest'ultimi, intanto, potrebbero aver trovato un argomento forte per poter giustificare il proprio malessere a 37,2° C di febbre.