L'influenza stagionale ha finalmente iniziato la sua fase discendente, dopo aver raggiunto il picco durante la seconda settimana del 2018. Secondo l'ultimo rapporto epidemiologico del portale InfluNet, il sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), i casi stimati sono infatti passati da 832mila a 794mila. Nonostante il sensibile calo nel numero di italiani finiti a letto per l'influenza, l'incidenza resta ancora piuttosto elevata: 13,1 casi per mille assistiti rispetto ai 14,5 della seconda settimana di gennaio. Non a caso il portale Influnet indica ancora un livello di “Alta intensità”.

Pur essendo appena stato superato il giro di boa, sotto il profilo dell'incidenza si è registrato un sensibile aumento per le fasce di età più esposte alla sindrome influenzale, ovvero quella dei bambini al di sotto dei cinque anni e quella tra i cinque e i quattordici anni. I dati parlano chiaro: per la prima delle due è stata di 40,3 casi per mille (contro i 30,8 della seconda settimana), mentre per la seconda di 21,9. L'impennata, un dato atteso dagli esperti, è legata alla riapertura delle scuole dopo le festività natalizie. Com'è noto, infatti, i bambini sono considerati i principali “vettori” della sindrome influenzale, e anche a causa del nuovo virus di quest'anno, lo Yamagata B per il quale il vaccino trivalente non risulta efficace, i contagi sono schizzati alle stelle.

In discesa invece l'incidenza per le fasce dei giovani adulti e degli anziani: è di 11,1 casi per mille per i primi e di 5,8 per mille per i secondi. Il dato più emblematico di questa stagione resta quello relativo al numero complessivo di contagiati dall'inizio dell'epidemia, ben 4.728.000 a metà percorso. Ciò significa che al termine della stagione influenzale gli italiani colpiti potrebbero essere 8 milioni, un vero e proprio record.

[Credit: flockine]