L'epidemia di influenza continua a crescere nel nostro Paese e i numeri raggiunti sono tra i peggiori degli ultimi 15 anni, anche a causa dell'inattesa presenza del virus Yamagata B. Poiché infatti non era prevista una sua circolazione massiccia e i vaccini vengono elaborati proprio sulla base di previsioni, nella cosiddetta trivalente non è stata inserita una protezione adeguata per lo stesso. In altri termini, per questo virus “il vaccino trivalente non garantisce una totale protezione”, come indicato dal professor Fabrizio Pregliasco, Direttore sanitario presso l'IRCCS Galeazzi e ricercatore dell'Università di Milano. Diverso il discorso per la quadrivalente, che offre una maggior protezione proprio per il virus B, già circolato lo scorso anno sotto il nome Vittoria ma con tassi sensibilmente inferiori agli attuali.

Ma quali sono le caratteristiche del virus Yamagata B? Innanzitutto gli influenzavirus B sono molto meno diffusi di quelli A, per questo possono essere sottovalutati, inoltre mutano in tempistiche più lunghe rispetto ai primi, garantendo un certo grado di immunità per periodi maggiori. Ciò nonostante, i virus B colpiscono prevalentemente i più piccoli, e quando circolano in modo massiccio come quest'anno possono far crescere l'epidemia molto velocemente. Del resto, com'è noto, i bambini in età prescolare e scolare sono da sempre considerati i principali “untori” delle epidemie influenzali; i dati dell'ultimo rapporto diffuso dal portale InfluNet, il sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), lo sottolineano chiaramente. Il livello di incidenza attuale in Italia è infatti di 13,1 per mille assistiti, ma per i bambini con età inferiore ai 5 anni l’incidenza è pari a 28,5 casi per mille, mentre è di 15,1 per quelli tra i 5 e i 14 anni. In totale oltre 3 milioni di italiani sono finiti a letto per l'influenza, 802mila dei quali nella prima settimana di gennaio.

A catalizzare la diffusione dell'epidemia vi sono state anche le condizioni meteo, a causa di temperature invernali relativamente miti accompagnate da molta umidità, che hanno garantito una maggiore permanenza nell'ambiente del virus B e degli altri. Lo Yamagata B, fortunatamente, non è un virus molto aggressivo, ma come per ogni sindrome influenzale può aprire le porte a complicazioni polmonari alla stregua di bronchiti e polmoniti. La ragione risiede nel fatto che il nostro organismo viene indebolito dall'influenza ed è più facile che i batteri responsabili delle suddette patologie lo attacchino con successo. I numeri di complicanze in aumento registrati quest'anno, spiegano gli esperti, sono legati alla maggiore diffusione dei casi di influenza. Proprio in queste settimane si sta sperimentando un vaccino universale contro questa malattia, sebbene per quest'anno non avrebbe potuto fare molto, poiché specifico per i virus A.

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