Il vaccino anti Covid di Pfizer ha un'efficacia ridotta nei pazienti con due forme di cancro del sangue, la leucemia linfatica cronica (LLC) – la forma di leucemia più diffusa, in particolar modo tra gli uomini – e il mieloma multiplo, una patologia che colpisce prevalentemente i soggetti anziani. Che i vaccini contro il coronavirus SARS-CoV-2 potessero offrire una protezione inferiore nei pazienti oncologici non è un risultato sorprendente, tenendo presente lo status del sistema immunitario e le terapie aggressive cui spesso sono sottoposti, ma ora ci sono i risultati di due studi scientifici a dimostrarlo con i dati. La prima ricerca, condotta da un team internazionale, si è concentrata sulla leucemia linfatica cronica; la seconda, guidata da ricercatori greci, ha indagato sul mieloma multiplo; entrambe le indagini sono giunte alla conclusione della ridotta efficacia del vaccino BNT162b2/Tozinameran in chi soffre di queste patologie.

Lo studio sulla leucemia linfocitica cronica è stato condotto da scienziati dell'Università di Tel Aviv, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Tel Aviv Sourasky Medical Center, dell'IRCCS Istituto Scientifico San Raffaele, dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. Gli scienziati, coordinati dal professor Yair Herishanu, docente di ematologia presso la Facoltà di Medicina “Sakler” dell'ateneo israeliano, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver messo a confronto la risposta immunitaria del vaccino osservata in 167 pazienti col tumore del sangue con quella di 53 soggetti sani (gruppo di controllo). Tutti hanno ricevuto due dosi del BNT162b2/Tozinameran di Pfizer-BioNTech tra dicembre 2020 e febbraio 2021. I pazienti, come indicato in un comunicato stampa, avevano un'età media di 71 anni e per il 67 percento era composto da uomini. In 58 (34,7 percento) erano naïve, ovvero non erano ancora stati sottoposti ad alcun trattamento contro la leucemia; in 75 (44,9 percento) stavano seguendo una terapia attivamente; in 24 (14,4 percento) erano in remissione completa o parziale dalla malattia e in 10 (6 percento) mostravano una recidiva.

Analizzando la risposta immunitaria dei pazienti, solo in 4 su 10 (il 39,5 percento) di quelli con la LLC hanno mostrato un'attività degli anticorpi innescata dal vaccino, rispetto al 100 percento del gruppo di controllo. I risultati migliori nei pazienti oncologici sono stati osservati nei giovani, nelle donne, in chi doveva ancora essere sottoposto al trattamento oncologico e in chi lo aveva superato. “Nel complesso, il tasso di risposta al vaccino è stato significativamente inferiore a quello che vediamo nella popolazione generale, il che è molto probabilmente dovuto alla presenza del cancro stesso e ad alcuni trattamenti contro la LLC”, ha dichiarato il professor Herishanu. Nonostante il rischio di una risposta ridotta in questa classe di pazienti, gli scienziati sottolineano che la vaccinazione anti Covid resta fortemente raccomandata, alla luce del grave rischio di complicazioni in caso di contagio. Gli autori dello studio ipotizzano che una terza dose del vaccino possa innescare una risposta migliore, ma andranno condotti indagini ad hoc. I dettagli della ricerca “Efficacy of the BNT162b2 mRNA COVID-19 Vaccine in Patients with Chronic Lymphocytic Leukemia” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Blood.

Il secondo studio sul mieloma multiplo è stato condotto da scienziati dell'Università Nazionale e Capodistriana di Atene in collaborazione con i colleghi dell'Aghia Sophia Children's Hospital. I ricercatori, coordinati dal professor Evangelos Terpos, docente presso la Scuola di Medicina dell'ateneo greco, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver messo a confronto i risultati di 48 pazienti colpiti dal tumore del sangue con 104 pazienti del gruppo di controllo, tutti vaccinati con la prima dose del farmaco di Pfizer-BioNTech. A circa 3 settimane di distanza dalla prima dose sono stati analizzati i titoli anticorpali di tutti pazienti (età media 83 anni), rilevando anticorpi neutralizzanti nel 20,6 percento della popolazione con mieloma multiplo e nel 32,5 percento di quella in salute. Anche in questo caso i pazienti sottoposti a terapia anti-mieloma avevano la risposta immunitaria peggiore. Gli scienziati greci hanno sottolineato l'importanza di somministrare tempestivamente la seconda dose di vaccino anti Covid nei pazienti con tumore del sangue, per garantire il più rapidamente possibile la generazione dello “scudo immunitario”. Anche la ricerca “Low Neutralizing Antibody Responses Against SARS-CoV-2 in Elderly Myeloma Patients After the First BNT162b2 Vaccine Dose” è stata pubblicata sulla rivista scientifica specializzata Blood.