Un microfono installato sul rover Perseverance della NASA ha catturato i primi veri suoni da Marte. Più nello specifico, quelli prodotti dal vento marziano. Li ha diffusi l'agenzia aerospaziale americana sul proprio portale e sul profilo Twitter ufficiale della missione. Sono stati accompagnati dalle meravigliose immagini dell'ammartaggio avvenuto la sera del 18 febbraio, registrate grazie alle diverse telecamere ad altissima risoluzione e velocità installate sul robot, giunto sul Pianeta Rosso dopo un viaggio di 7 mesi e circa 500 milioni di chilometri.

Per quanto concerne il suono del vento di Marte, la NASA ha pubblicato due differenti versioni dello stesso file. Nel primo si ascoltano (anche) i rumori emessi dal rover da 2,7 miliardi di dollari, nel secondo i suoni della macchina sono stati filtrati, ottenendo così una versione “pulita” del vento marziano. Ecco la prima versione (per ascoltare questi file audio la NASA raccomanda l'uso delle cuffie, soprattutto per quelli del vento filtrato, poco percettibile).

Il suono “meccanico” che si sente è quello della pompa del fluido di reiezione del calore di Perceverance. In parole semplici, si tratta del sistema di regolazione termica, che garantirà la “sopravvivenza” della rover anche nelle rigidissime notti marziane; è infatti studiato per mantenere alla temperatura ottimale tutte le sue preziose componenti (ricordiamo che si tratta di un rover a propulsione nucleare, grande come un SUV e pesante circa una tonnellata). Il suono della pompa era stato catturato anche il 19 ottobre 2020, mentre il rover viaggiava nel cuore del Sistema solare a bordo dell'“aeroshell”. A catturarlo il microfono “EDL” costruito dall'azienda danese DPA Microphones, che è installato su un lato di Perseverance. Dal file audio che avete ascoltato risulta piuttosto difficile discernere quello del vento marziano, ma fortunatamente la NASA ha reso disponibile anche la versione filtrata dello stesso. Eccolo qui di seguito.

Il suono del vento di Marte non è dissimile da quello che potremmo ascoltare in un luogo isolato sulla Terra, ad esempio una spiaggia attraversata da una leggerissima brezza. Benché possa apparire poco “emozionante”, si tratta in realtà del primo suono reale registrato da un altro pianeta, che rende bene l'idea di un luogo aperto, piano e deserto, privo di ostacoli naturali (siamo nel cratere Jezero, che un tempo era il delta di un fiume). Nel 2018 la NASA pubblicò un primo file audio del vento marziano grazie alla sonda InSight, tuttavia non si trattava di un suono reale, bensì di una elaborazione ottenuta dalla combinazione dei dati raccolti da due strumenti: un sismometro e un sensore per analizzare la pressione atmosferica.