Coronavirus
25 Giugno 2021
10:40

Il Remdesivir può indurre un grave rallentamento del battito cardiaco nei pazienti Covid

A 20 ore dalla somministrazione del Remdesivir, una paziente di 78 anni colpita da COVID-19 ha sperimentato crollo della pressione sanguigna, shock cardiogeno e netta riduzione della frequenza cardiaca, arrivata ad appena 38 battiti al minuto. Dall’elettrocardiogramma i medici hanno diagnosticato una severa bradicardia sinusale indotta dal farmaco. Trattata con dopamina, al termine della somministrazione dell’antivirale la paziente ha ripreso il suo normale ritmo cardiaco.
A cura di Andrea Centini
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Tra i primi farmaci a essere impiegati in uso compassionevole per combattere l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2 (COVID-19) vi è stato il Remdesivir, un antivirale inizialmente progettato dalla casa biofarmaceutica americana Gilead Sciences contro Ebola e virus Marburg. Poiché aveva dato risultati positivi in laboratorio anche contro SARS e MERS, malattie provocate da betacoronavirus affini al patogeno pandemico, il farmaco è stato rapidamente coinvolto nella lotta al SARS-CoV-2, ma con risultati contrastanti. Alcuni studi hanno dimostrato una certa efficacia nel ridurre la mortalità per la polmonite da COVID-19, mentre altri non hanno evidenziato benefici, tanto da spingere l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a non raccomandarlo. Ciò nonostante, il Remdesivir viene ancora ampiamente impiegato negli Stati Uniti, dove rappresenta un vero e proprio standard di cura. Pur essendo considerato sicuro, un nuovo studio ha dimostrato che l'antivirale può indurre una severa bradicardia (rallentamento del battito cardiaco) nei pazienti Covid trattati, che va opportunamente e rapidamente trattata.

A descrivere il primo caso di questo grave effetto collaterale indotto dall'antivirale è stato un team di medici e ricercatori americani dell'HCA Healthcare – Morsani College of Medicine dell'Università della Florida Meridionale (USF), coordinati dal professor Jomel Patrick Jacinto. Gli studiosi hanno descritto il caso di una paziente di 78 anni giunta in ospedale con gravi difficoltà respiratorie (saturazione all'89 percento), dolori muscolari e tosse a causa dell'infezione da SARS-CoV-2 (confermata da tampone oro-rinofaringeo). La donna, ex fumatrice affetta da ipertensione e prediabete, è stata immediatamente trasferita nel reparto di terapia intensiva dove ha ricevuto un trattamento anti Covid che includeva il Remdesivir. La terapia prevedeva una dose iniziale da 200 milligrammi per via endovenosa (EV) seguita da una dose di mantenimento di 100 milligrammi per quattro giorni, oltre a ceftriaxone, azitromicina, desametasone, zinco, vitamina C e vitamina D. A 20 ore dalla somministrazione dell'antivirale, la paziente ha iniziato a sperimentare un crollo della pressione sanguigna, shock cardiogeno e una frequenza cardiaca che è arrivata ad appena 38 battiti al minuto. Dall'elettrocardiogramma è stata diagnosticata una severa bradicardia sinusale o, più specificatamente, una “disfunzione del nodo del seno emodinamicamente significativa”.

Per riequilibrare il parametro vitale il professor Jacinto e i colleghi hanno somministrato alla donna una flebo di dopamina che ha riportato i suoi battiti a 60-65 al minuto. A 18 ore di distanza dall'ultima dose di Remdesivir (quinto giorno di trattamento), la dopamina è stata sospesa e la donna ha ripreso il suo normale ritmo cardiaco. “Il Remdesivir è diventato lo standard di cura per la polmonite da COVID-19 e i dati sui suoi effetti cardiaci sono scarsi”, ha dichiarato il professor Jacinto in un comunicato stampa. “Anche se è noto per essere ben tollerato ed efficace, è fondamentale notare i suoi potenziali effetti avversi sul sistema cardiovascolare. A nostra conoscenza, questo è il primo caso segnalato di bradicardia sinusale emodinamicamente instabile indotta dal Remdesivir”, ha aggiunto lo scienziato. Il team di ricerca sottolinea che è fondamentale conoscere i potenziali effetti cardiovascolari del farmaco, che devono poter essere trattati prontamente in ogni ospedale in cui ne è prevista la somministrazione. I dettagli della ricerca “Remdesivir-induced symptomatic bradycardia in the treatment of COVID-19 disease” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Heart Rhythm Case Reports.

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