Il remdesivir è efficace contro la COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2. Il farmaco antivirale sviluppato dalla casa farmaceutica Gilead Sciences, infatti, non solo velocizza i tempi di guarigione dei pazienti rispetto a quelli non trattati, ma riduce anche il tasso di mortalità. Dopo i problemi che hanno coinvolto l'idrossiclorochina, tra i farmaci considerati più promettenti nel contrasto al coronavirus ma sospeso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità a causa dei risultati preoccupanti di alcuni studi, i test positivi sul remdesivir riaccendono le speranze per avere una terapia consolidata contro la COVID-19. Ad oggi, infatti, tutti i trattamenti sono somministrati in modo sperimentale e compassionevole, non essendoci ancora un protocollo di cura certificato e ufficiale.

A dimostrare l'efficacia del Remdesivir è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Istituto Nazionale di allergie e malattie infettive (NIAID) statunitense, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Medical Center dell'Università del Nebraska (UNMC), del Massachusetts General Hospital di Boston, dell'Università Nazionale e Kapodistriana di Atene, dell'Ospedale universitario di Colonia e di numerosi altri istituti sparsi per il mondo. Gli scienziati hanno coinvolto oltre mille pazienti, dei quali 538 sono stati assegnati (casualmente) al trattamento col remdesivir, mentre i restanti 521 al placebo. I partecipanti sottoposti alla terapia, tutti adulti affetti da COVID-19, hanno ricevuto una dose di remdesivir per via endovenosa di 200 milligrammi al primo giorno, seguita da dosi di 100 milligrammi al giorno per un massimo di nove giorni supplementari. Il placebo è stato invece somministrato per un massimo di 10 giorni.

Incrociando tutti i dati è emerso che in media il tempo di recupero dei pazienti trattati con remdesivir è stato di 11 giorni, anziché di 15 di quelli trattati col placebo, mentre il tasso di mortalità (attraverso la stima di Kaplan-Meier) è risultata essere del 7,1 percento del gruppo remdesivir, contro l'11,9 percento di quello non trattato. Possono risultare differenze trascurabili, ma provano l'efficacia del farmaco. “Sembra poco, invece è tantissimo. La vittoria contro l’AIDS non è stata ottenuta con un singolo farmaco magico ed efficacissimo, ma con l’uso combinato di farmaci antivirali che, utilizzati insieme, hanno dato al virus un colpo mortale”, ha sottolineato il virologo Roberto Burioni sul proprio portale Medical Facts, sottolineando la bontà dello studio coordinato dal NIAID. L'indagine è stata infatti condotta in doppio cieco, randomizzata e controllata con placebo, tutte caratteristiche che rendono i risultati solidi, e non controversi come quelli della stragrande maggioranza delle ricerche eseguite sui farmaci anti coronavirus.

In precedenza anche l'epidemiologo di fama internazionale Anthony Fauci, direttore del NIAID e a capo della task force messa in campo dalla Casa Bianca per contrastare l'emergenza coronavirus, aveva affermato che il remdesivir “ha un effetto netto, significativo e positivo nel ridurre i tempi di recupero”, aggiungendo che si tratta di un farmaco che ha dimostrato di poter “bloccare il virus”. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica The New England Journal of Medicine.