Un esemplare femmina di delfino è rimasto isolato in un delfinario di Teheran, in Iran, chiuso a causa delle misure di contenimento introdotte dal governo per arginare la diffusione della COVID-19, l'infezione scatenata dal coronavirus SARS-CoV-2. Il cetaceo sembra abbandonato a sé stesso, come dimostrano gli scioccanti video registrati nella struttura, il “Milad Tower Delphinarium”. Non è noto se qualcuno si stia occupando del mammifero marino, fornendo le cure, l'assistenza e l'alimentazione necessarie al sostentamento. Ma il suo pianto disperato che riecheggia nella struttura deserta suggerisce una situazione di estrema sofferenza e solitudine, per quanto già non lo sia il confinamento forzato di un animale sociale e intelligente come un delfino.

La sua storia è emersa grazie ai volontari di YouCare France, che dopo aver condiviso sulle proprie pagine social alcuni video strazianti, hanno avviato una petizione su change.org affinché venga fatto tutto il possibile per ottenerne la liberazione. L'organizzazione, indagando più a fondo sull'animale, sono riusciti a conoscere diverse informazioni sul suo conto. Il delfino si chiama Kasya, ha cinque anni e fu prelevata dal proprio habitat naturale nel Mar Baltico, probabilmente da cacciatori russi, che poi l'hanno venduta al delfinario della capitale iraniana. Qui era in compagnia di un altro delfino femmina, Alfa, che tuttavia è stata trovata morta a gennaio, come indicato sulla petizione. Da allora Kasya avrebbe perso la voglia di vivere, ed è rimasta immobile ai bordi della vasca in cui è confinata per il pubblico ludibrio, iniziando a lanciare le sue disperate grida di sofferenza. Kasya è un tursiope (Turisops truncatus), come quasi tutti i delfini che vengono rinchiusi nei delfinari del mondo (italiani compresi). Anche il celebre “Flipper” era un tursiope.

A peggiorare la situazione di Kasya la chiusura della struttura in cui sopravvive a causa del coronavirus, che potrebbe aver determinato una riduzione della sua assistenza. Negli ultimi giorni di marzo, infatti, Teheran ha inasprito le misure di contenimento, introducendo il distanziamento sociale (il cosiddetto droplet attivo anche in Italia), la chiusura degli esercizi commerciali e altre limitazioni. Nel momento in cui stiamo scrivendo, sulla base della mappa interattiva messa a punto dagli scienziati dell'università americana Johns Hopkins, in Iran si registrano poco meno di 50mila contagiati e oltre 3mila morti, benché i dati, secondo molti analisti internazionali, siano fortemente sottostimati. Kasya si è trovata coinvolta in questa situazione subito dopo aver vissuto la dolorosa separazione dalla sua compagna, e ora c'è il concreto rischio che possa morire.

La petizione, che viaggia verso la soglia delle 6mila firme, è indirizzata al governo russo, al governo iraniano e ad altre organizzazioni affinché prendano in carico le sorti di Kasya. Stando a quanto affermato da YouCare France, i proprietari del delfino sarebbero pronti a riconsegnarlo alla Russia per la liberazione in un santuario ad hoc, tuttavia l'ambasciata russa sottolinea di essere in attesa di una risposta da parte loro. Nonostante sia possibile un accordo, in questo momento non si potrebbe comunque fare nulla per via delle frontiere chiuse a causa della pandemia di COVID-19. La situazione potrebbe precipitare da un momento all'altro e la speranza è che sia fatto tutto il possibile per salvarle la vita, fino alla liberazione.