Credit: Karen Carr
in foto: Credit: Karen Carr

Il megalodonte (Otodus megalodon), un gigantesco squalo preistorico che arrivava a 18 metri di lunghezza, potrebbe essere estinto a causa della competizione serrata con un altro grande predatore dei mari, il moderno squalo bianco (Carcharodon carcharias). La sua scomparsa, inoltre, sarebbe avvenuta un milione di anni prima di quanto creduto fino ad oggi, cioè circa 3,6 milioni di anni fa e non 2,6 milioni di anni fa.

Ricerca internazionale. A gettare nuova luce sulle sorti dell'iconico pesce cartilagineo è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del College di Charleston, Stati Uniti, che hanno collaborato con i colleghi del Museo di Storia Naturale Mace Brown, dell'Università della California, dell'Università di Leicester (Regno Unito) e di altri istituti e atenei statunitensi. Gli scienziati, coordinati dal professor Robert Boessenecker, docente presso il Dipartimento di Geologia e Geoscienze ambientali dell'ateneo della Carolina del Sud, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto il più approfondito studio sui reperti fossili di megalodonte.

Dati errati. Boessenecker e gli altri paleontologi si sono concentrati soprattutto sui fossili raccolti lungo la costa occidentale del Nord America, scoprendo che molti di essi avevano datazioni troppo recenti o imprecise, poiché analizzati in passato con tecniche vetuste o perché risultavano contaminati dai residui di strati di roccia più “giovani”. Alcuni erano stati persino identificati erroneamente, cioè attribuiti al megalodonte quando invece appartenevano ad altre specie. Dopo aver analizzato un enorme set di dati, gli scienziati sono giunti alla conclusione che il megalondonte sarebbe estinto 3,6 milioni di anni fa e non 2,6 milioni di anni fa. La sua scomparsa non sarebbe dunque legata all'evento di estinzione di massa pliocenico che fece sparire il 36 percento della fauna marina, forse dovuto all'esplosione di una supernova. Secondo una recente ricerca condotta da scienziati brasiliani sarebbe stato proprio questo fenomeno astronomico a estinguere il megalodonte.

Squalo bianco. La scomparsa del megalodonte per Boessenecker e colleghi sarebbe invece associata alla diffusione planetaria del grande squalo bianco. Il maestoso predatore moderno originò circa sei milioni di anni fa, e nel girò di due milioni di anni si diffuse dall'Oceano Pacifico al resto del mondo. Gli squali bianchi, anche se decisamente più piccoli dei megalodonti, sarebbero entrati in diretta competizione con i giovani della specie rivale, e occupandone la stessa nicchia ecologica con ferocia e tenacia alla fine avrebbero avuto la meglio, spingendo il colosso all'estinzione. Secondo alcuni studiosi nel processo potrebbero essere state coinvolte anche altre specie di squalo, come ad esempio lo squalo tigre, ma al momento si tratta di semplici speculazioni. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PeerJ.