Un team di cardiologi e ingegneri dell'Università Nazionale d'Irlanda Galway e dell'Università di Harvard ha realizzato un robot potenzialmente in grado di soppiantare le tradizionali pompe meccaniche di assistenza ventricolare (VAD), utilizzate nei pazienti con insufficienza cardiaca in attesa di un trapianto di cuore. L'avveniristico dispositivo, in silicone e tessuti morbidi che si adattano agli strati esterni dell'organo, avvolge il cuore come un manicotto e riesce a regolarizzarne flusso e pulsazioni senza entrare in contatto col sangue, la principale fonte di rischio per la salute. Le pompe meccaniche attualmente in uso, oltre ad andare incontro a malfunzionamenti di vario genere, possono infatti generare infezioni ma soprattutto pericolosissimi coaguli di sangue, che richiedono terapie farmacologiche a base di anticoagulanti, anch'esse non prive di rischi.

Poiché si stima che muoia tra il 15 e il 20 percento dei pazienti in attesa di trapianto di cuore, l'approvazione di un tale dispositivo potrebbe salvare moltissime vite: “Si tratta di una ricerca davvero significativa in questo momento – ha sottolineato la dottoressa Ellen Roche, tra i responsabili del progetto – perché l'insufficienza cardiaca sta coinvolgendo sempre più persone”. “I dispositivi robotici morbidi – ha proseguito la ricercatrice – sono ideali per interagire con i tessuti molli e fornire l'assistenza necessaria per aiutarli nella propria funzione, e potenzialmente anche nella guarigione e nel recupero”. Il dispositivo, sviluppato in collaborazione col Boston Children's hospital, è stato testato con successo sui maiali con insufficienza cardiaca, determinando un passaggio del flusso sanguigno da un litro al minuto a 2,5 litri al minuto.

cuore cover

Il materiale utilizzato per il robot soffice è in grado di adattarsi perfettamente all'organo del paziente e dunque può essere personalizzato, aggirando eventuali scompensi asimmetrici del muscolo cardiaco. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Translational Medicine.

[Immagine di Università di Harvard e ELLEN ROCHE/HARVARD SEAS]