Il diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii), il più grande marsupiale carnivoro del pianeta, è stato reintrodotto nell'Australia continentale dopo 3mila anni. In tutto sono stati rilasciati in natura 26 esemplari, le “fondamenta” per ricostituire l'ecosistema australiano originario stravolto dall'introduzione di dingo, volpi e gatti, che nel corso dei secoli hanno fatto sparire da quasi tutta la "terra dei canguri" questi iconici animali.

L'unica regione in cui hanno resistito è stata proprio quella che dona loro il nome, la Tasmania, uno stato insulare ricco di fauna endemica (cioè che vive solo in quel posto). La ragione per cui qui sono riusciti a sopravvivere è stata la mancata competizione con i dingo, che non hanno raggiunto l'isola. Nonostante ciò, la popolazione di questi  splendidi animali è crollata fino al 90 percento, a causa di una delle pochissime forme di tumore al mondo che può essere trasmesso; una malattia chiamata “tumore facciale del diavolo” (devil facial tumour disease o DFTD). A causa del crollo delle popolazioni la specie è stata classificata come in pericolo di estinzione (codice EN) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Tra le principali organizzazioni che si stanno battendo per la salvaguardia del diavolo della Tasmania, del quale si stima sopravvivano in natura solo 25mila esemplari, vi è Aussie Ark (prima conosciuta come Devil Ark), che sta allevando centinaia di esemplari liberi dalla malattia. Una parte di essi è stata rilasciata anche in Tasmania, mentre i primi 26 esemplari sono stati liberati nell'Australia continentale, da dove mancavano da millenni. I volontari, con la collaborazione degli attori Chris Hemsworth e Elsa Pataky, hanno rilasciato i marsupiali in un santuario della fauna selvatica di 400 ettari di Barrington Tops, dove saranno seguiti con trappole fotografiche, radiocollari e censimenti frequenti. L'obiettivo è avviare una fruttuosa stagione riproduttiva a partire dal prossimo anno.

“Senza l'incredibile lavoro e la perseveranza di Aussie Ark in tutti questi anni, la recente reintroduzione del diavolo della Tasmania non sarebbe stata possibile. Invece di aspettare con impazienza il recupero della specie, guarderemmo il diavolo avviarsi verso l'estinzione”, ha dichiarato alla CNN Don Church, presidente dell'associazione benefica Global Wildlife Conservation. Aussie Ark ha predisposto diversi santuari, non solo per i diavoli della Tasmania, ma anche per altre specie minacciate da quelle aliene e invasive, come appunto volpi e gatti. Secondo gli esperti, tra un centinaio di anni gli zoologi ricorderanno questi giorni come una pietra miliare nel ripristino degli equilibri ecologici in Australia, proprio grazie all'impatto dovuto alla reintroduzione del diavolo della Tasmania.