Credit: Coronavirus – Rocky Mountains Laboratories (RML) / The National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID)/ Smartphone – Tero Vesalainen
in foto: Credit: Coronavirus – Rocky Mountains Laboratories (RML) / The National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID)/ Smartphone – Tero Vesalainen

Tra gli oggetti che manipoliamo più spesso durante il giorno ci sono sicuramente gli smartphone, e a causa del costante utilizzo – anche in contesti poco igienici – gli scienziati li considerano un vero e proprio ricettacolo per germi e batteri. Basti pensare che uno studio condotto da microbiologi dell'Università dell'Arizona ha determinato che il touch screen dei nostri dispositivi è dieci volte più contaminato della tavoletta del water, mentre un'altra ricerca dell'Università di Tartu ha trovato 17mila copie di geni batterici sui telefoni degli studenti delle scuole superiori. Alla luce di ciò non c'è da stupirsi che lo schermo di uno smartphone possa essere facilmente contaminato anche dal nuovo coronavirus emerso in Cina (SARS-CoV-2), magari dopo un colpo di tosse o uno starnuto da parte di un malato, o per semplice manipolazione senza un opportuno lavaggio delle mani.

Lo smartphone, dunque, può effettivamente fungere da “vettore” della COVID-19, l'infezione respiratoria causata dal patogeno, allo stesso modo della maniglia di una porta o del pulsante di un ascensore. Il punto fondamentale da comprendere è per quanto tempo uno schermo contaminato possa determinare l'infezione in una persona che lo maneggia. A questa domanda diede una risposta parziale in seno a una conferenza stampa il dottor Christian Lindmeier, portavoce dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: “Se io tossisco sulla mano e passo un telefono, per esempio, ci può essere contagio, ma il tempo di sopravvivenza del virus è molto, molto ridotto e forse dopo mezzora non può più contaminare le persone”.

Al momento le tempistiche riportate nelle sezioni di domande e risposte dell'OMS e del Ministero della Salute sono piuttosto vaghe: “Non è ancora noto per quanto tempo il virus 2019-nCoV sopravvive sulle superfici, anche se le informazioni preliminari suggeriscono che il virus potrebbe sopravvivere qualche ora o più. I disinfettanti semplici possono uccidere il virus rendendo impossibile infettare le persone”, si legge nella pagina delle FAQ dell'OMS su SARS-CoV-2. A queste informazioni il Ministero della Salute aggiunge che i "disinfettanti efficaci sono ad esempio quelli contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina)".

La sopravvivenza di poche ore sulle superfici ipotizzata (ma non confermata) dall'OMS potrebbe contrastare con i risultati di uno studio tedesco condotto da scienziati dell'Università di Medicina di Greifswald e dell'Università della Ruhr di Bochum. I ricercatori guidati dal docente di virologia Günter Kampf hanno calcolato che coronavirus affini a SARS-CoV-2 come quello della SARS (Severe acute respiratory syndrome) e della MERS (Middle East Respiratory Syndrome) possono sopravvivere su plastica, vetro e metallo fino a nove giorni in condizioni ideali (ad esempio di bassa temperatura). In media, tuttavia, sopravvivono per 4/5 giorni. Gli scienziati non hanno potuto determinare l'effettiva sopravvivenza del nuovo coronavirus poiché non era disponibile, ma ritengono applicabili i risultati del loro studio, avendo trovato sopravvivenza simile per tutti i coronavirus esaminati.

Ovviamente si tratta di un solo studio, dunque al momento bisogna fare affidamento alle fonti ufficiali e accreditate dell'OMS e del Ministero della Salute. Per scongiurare del tutto i rischi, oltre a disinfettare regolarmente lo schermo del proprio smartphone, l'igiene delle mani risulta fondamentale. Si tratta di una buona norma che aiuta a prevenire anche altre infezioni (come l'influenza), ed è in cima alla lista delle raccomandazioni dei principali enti sanitari che monitorano la diffusione della COVID-19.