In un mondo che non presenta grinze, in cui ogni terra emersa è mappata, spiata dall'alto, attraversata sul suolo da telecamere che pubblicano il privato, la scoperta di una nuova isola diventa legittimamente una notizia. E deve aver fatto strabuzzare gli occhi a quei piloti russi che, attraversando con i propri elicotteri il Mar artico, hanno osservato quel che non potevano attendersi (perché, per l'appunto, non mappato). Sotto di loro si disvelava una terra della grandezza di 500 metri quadrati. Gli aviatori stavano sorvolando Laptev, vicino all'arcipelago delle isole di Novosibirski nella repubblica siberiana di Yakuzia quando hanno scoperto questo isolotto. Necessitando di una controprova che dimostrasse che ad essere in difetto fossero le carte e non loro, gli uomini hanno deciso di sorvolare una seconda volta la zona. Da questa seconda spedizione è giunta la conferma: la Russia è ora più grande di 500 metri. Come riportato dal Komsomolskaya Pravda, la nuova terra è stata battezzata "Iaia"

Possibile che non ci si sia mai accorti di Iaia? Evidentemente sì, anche se un'ipotesi parla di una formazione improvvisa. Si tratta di una teoria che, come dimostra la notizia della nuova isola in Giappone, ha un fondamento scientifico in presenza di vulcani attivi sotto la superficie del mare e non sembra essere il caso del Mare di Laptev. Bisognerà dunque accettare che l'uomo non l'abbia mai vista prima e che quest'isola sia stata scoperta solo ora perché in passato ricoperta integralmente di ghiaccio e mimetizzata con la banchisa della calotta polare, di anno in anno sempre più piccola.