Astronomi delle Università di Washington, Berna e Toronto in due distinti studi hanno dimostrato che il sistema Trappist-1, reso celebre dalla conferenza stampa della NASA tenutasi lo scorso 22 febbraio, è “stabile” e i suoi sette pianeti sono in perfetta armonia fra loro. In termini squisitamente tecnici, essi si trovano nella cosiddetta risonanza orbitale, un fenomeno che lega i periodi di rivoluzione di ciascuno di essi – attorno alla stella di riferimento Trappist-1 – in base a frazioni di numeri interi. Ecco cosa significa in parole semplici: ricordate che a ciascun pianeta, dal più interno al più esterno, sono state assegnate le lettere dell'alfabeto b, c, d, e, f, g, e h? Ebbene, la loro “armonia” consiste in questi rapporti numerici: per ogni 8 orbite attorno alla stella di b, c ne compie 5 e d ne compie 3, mentre per ogni 4 orbite del pianeta f, g ne compie 3 e h 2. Un vero e proprio ingranaggio svizzero.

La risonanza orbitale non è tuttavia un fenomeno esclusivo del Sistema Trappist-1, dato che esso è abbastanza comune anche nel nostro Sistema Solare. Ad esempio, per ogni tre rivoluzioni di Nettuno attorno al Sole, Plutone ne compie 2. Il discorso può essere esteso anche ai pianeti e ai loro satelliti naturali, come avviene nell'ambito gioviano. Per ogni orbita di Ganimede attorno a Giove, infatti, Europa ne compie 2 ed Io 4. La risonanza è sintomo di stabilità, e il fatto che essa sia presente su Trappist-1 aumenta l'interesse verso i suoi pianeti, in particolar modo sui tre che orbitano nella cosiddetta fascia abitabile e che hanno dimensioni simili alla Terra. Secondo gli studiosi la risonanza di Trappist-1, una nana rossa ultrafredda a 40 anni luce da noi, si è venuta a creare quando il sistema era molto giovane.

Grazie ai dati estrapolati dal Kepler, che a causa di un guasto richiedono un duro lavoro di “pulizia”, gli astronomi hanno scoperto anche dettagli interessanti su Trappist-1h, il settimo pianeta e il più esterno di tutti. L'orbita attorno alla stella si completa in circa 19 giorni, e a causa della distanza la sua temperatura superficiale è stimata in -104° centigradi. Quella dei tre pianeti nella fascia abitabile potrebbe invece essere confortevole come quella terrestre, anche se in una recente ricerca del Konkoly Observatory di Budapest è stato ipotizzato che la vicinanza con la stella potrebbe aver strappato le atmosfere a causa dei brillamenti. Gli studi sulla risonanza orbitale di Trappist-1 sono stati pubblicati su Nature e sul The Astrophysical Journal Letters.

[Illustrazioni di NASA]