L'annuncio della NASA relativo al sistema Trappist-1, caratterizzato da ben tre pianeti simili alla Terra e orbitanti nella cosiddetta zona abitabile, lo scorso 22 febbraio ha fatto il giro del mondo per la sua eccezionalità, tuttavia, a poco più di un mese dalla conferenza che ha catturato l'interesse (e le fantasie) di milioni di persone, stanno iniziando ad arrivare dati che spezzano l'idillio iniziale. Un team di astronomi del Konkoly Observatory di Budapest, coordinato dal professor Krisztián Vida, dopo circa tre mesi di osservazioni ha infatti scoperto che le eruzioni solari o brillamenti della stella Trappist-1 sono potentissime e continue; poiché i pianeti sono molto più vicini alla stella rispetto alla distanza che separa la Terra dal Sole, gli effetti sulle atmosfere devono essere devastanti. Potrebbero essere state persino spazzate via, come avvenuto con quella di Marte.

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Gli studiosi, in ottanta giorni di misurazioni hanno rilevato ben 42 forti brillamenti, dei quali 5 con picchi multipli di espulsione di materia. Il tempo medio fra i vari picchi è stato valutato in circa 28 ore. L'eruzione solare più intensa è stata inoltre equivalente al cosiddetto evento di Carrington, ovvero il brillamento più potente mai registrato sul Sole. Avvenne il 1° settembre del 1859 e prende il nome dall'astronomo britannico Richard Carrington, che durante l'osservazione della stella si accorse di enormi protuberanze dalla fotosfera, più brillanti del Sole stesso. Era l'incipit di una tempesta solare eccezionale, che mandò in tilt i telegrafi per 14 ore e fece comparire aurore polari persino alle Hawaii. Alcuni telegrafisti presero la scossa. Un evento del genere ai giorni nostri potrebbe creare un black out mondiale, con problemi gravissimi alle telecomunicazioni e ai segnali GPS, ma fortunatamente sulla Terra c'è la magnetosfera, che perlomeno ci protegge dalle pericolosissime radiazioni.

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A causa della grande distanza dal Sole, sulla Terra è sufficiente una magnetosfera di 0,5 Gauss (l'unità di misura del campo geomagnetico) per proteggerci dal vento solare e salvaguardare l'atmosfera, ma per i pianeti di Trappist-1, essendo molto più vicini alla stella, i valori dovrebbero essere di decine se non centinaia di Gauss, ritenuti altamente improbabili dagli astronomi. Insomma, noi l'avevamo già detto che iniziare a ‘preparare le valigie' per i pianeti di Trappist-1 non sarebbe stata una grande idea, ma questo nuovo studio getta parecchie ombre anche sulla loro potenziale abitabilità.

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[Illustrazioni di NASA]