Osservando gli otto pianeti del Sistema solare è evidente che le differenze fra l'uno e l'altro, in termini di composizione, temperatura ed altre caratteristiche chimico-fisiche, possono essere estremamente marcate. Se estendiamo il concetto agli esopianeti sino ad oggi conosciuti, può esservi un vero e proprio abisso, come dimostra l'elenco dei “magnifici sette” che troverete qui di seguito. In un futuro non molto lontano, tuttavia, questa lista sarà quasi certamente stravolta: con la messa in funzione di alcuni avveniristici telescopi e il lancio nel 2018 dell'attesissimo James Webb Space Telescope, l'erede spirituale di Hubble, le nostre conoscenze dello spazio profondo potrebbero cambiare radicalmente, con nuove scoperte potenzialmente in grado di plasmare il futuro dell'umanità. Nel frattempo, ‘accontentiamoci' di questi affascinanti ed estremi corpi celesti.

Il più caldo

La temperatura di un pianeta viene principalmente influenzata dalla vicinanza alla stella di riferimento, e più essa è calda e maggiore è l'impatto delle radiazioni su superficie e atmosfera. Nel caso del Sistema solare il pianeta più rovente è Venere, con 464° centigradi, pur non essendo il più vicino al Sole, che è Mercurio. Questo perché Venere riesce a trattenere le radiazioni solari nella sua corrosiva e turbolenta atmosfera. Nello spazio profondo l'esopianeta più caldo è KELT-9b, un gigante gassoso simile a Giove che ha una temperatura di ben 4.300° centigradi sulla faccia rivolta verso la sua stella, KELT-9, attorno alla quale orbita con rotazione sincrona. Si tratta di una temperatura superiore a quella di molte stelle, e inferiore di 1.200° centigradi rispetto a quella del Sole.

Il più freddo

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in foto: credit wikipedia

Scoperto nel 2006, OGLE-2005-BLG-390L b con la sua temperatura di – 223° centigradi è il pianeta più freddo ad oggi conosciuto. È così lontano dalla sua stella di riferimento, una fredda nana rossa, che impiega ben dieci anni terrestri per completare un'intera orbita. Si tratta in pratica di una enorme palla di ghiaccio, con una massa che è 5,5 volte quella terrestre. La vita, benché il pianeta sia stato associato al celebre Hoth di Star Wars, sulla sua superficie è praticamente impossibile. Perlomeno quella che noi conosciamo.

Il più grande

La classificazione dell'oggetto celeste DENIS-P J082303.1-491201 B è stata dibattuta sin dalla sua scoperta, avvenuta nell'agosto del 2013. La sua massa suggerisce infatti che potrebbe trattarsi di una nana bruna, ovvero di una “stella fallita”, tuttavia, dopo alcuni mesi di analisi, gli astronomi sono giunti alla conclusione che si tratta dell'esopianeta con la massa più grande di tutti. Essa è infatti quasi 29 volte quella di Giove, il gigante del Sistema solare, seguito dall'affascinante Saturno.

Il più piccolo

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Con un diametro di appena 3.900 chilometri, Kepler-37b è poco più grande della Luna e più piccolo di Mercurio. È stato scoperto nel 2012 e dista appena 15 milioni di chilometri dalla sua stella di riferimento, un dettaglio che lo rende troppo caldo per ospitare la vita. Potrebbe non avere un'atmosfera e le sue dimensioni non gli consentono di ospitare acqua liquida sulla superficie.

Il più vecchio

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Scoperto il 10 luglio del 2003 grazie al Telescopio Spaziale Hubble, il pianeta PSR B1620-26 b, meglio conosciuto col nome di pianeta “Matusalemme”, è il più antico ad oggi conosciuto. Ha infatti ben 12.7 miliardi di anni, soltanto 1.1 in più dell'Universo, dato che il Big Bang sarebbe avvenuto 13,8 miliardi di anni fa. Si ritiene che all'inizio il gigante gassoso Matusalemme potesse essere una stella, consumatasi sino al punto da non poter più sostenere reazioni nucleari. Per questa ragione e la possibilità che non abbia elementi pesanti, come l'ossigeno, formatosi dopo la sua ‘nascita', è verosimile che Matusalemme non sia adatto per ospitare la vita.

Il più giovane

Con i suoi due milioni di anni e la piena fase di accrescimento rilevata dalle analisi, V830 Tauri è l'esopianeta più giovane incluso nei registri della NASA. È stato scoperto esattamente un anno fa, il 20 giugno del 2016, ed è un gigante gassoso con una massa che è circa il 75 percento di quella di Giove. L'esopianeta è noto per essere costantemente bersagliato da grossi asteroidi, che lo rendono particolarmente inospitale.

Il clima più estremo

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A causa della grande distanza che ci separa dagli esopianeti risulta difficile valutare i loro modelli climatici, per questa ragione il pianeta col clima più estremo dobbiamo cercarlo a “casa nostra”, nel Sistema solare. Giove, con i suoi immensi uragani con dimensioni tali da poter inghiottire la Terra, sarebbe un ottimo candidato, tuttavia il primato va a Venere. Non solo per la temperatura rovente, ma anche per la peculiare atmosfera, cento volte più densa di quella terrestre. I suoi venti viaggiano alla velocità di 360 chilometri orari e risultano essere estremamente corrosivi.

[credit: The Conversation]