Credit: Sea Shepherd
in foto: Credit: Sea Shepherd

I resti dei cetacei massacrati il 27 agosto alle isole Faroe sono stati gettati in mare da una scogliera nei pressi della cittadina di Leynar. Oltre ai pezzi e ad alcune carcasse praticamente integre degli esemplari adulti, sono stati scagliati in acqua anche i piccoli e i feti strappati dal ventre delle madri, tutti uccisi durante l'undicesima grindadrap dell'anno, la “caccia tradizionale” consumatasi nella baia di Vestmanna. Durante il massacro, durato 12 minuti, i faroesi hanno accoltellato e ucciso un centinaio di globicefali o balene pilota (Globicephala melas), grossi cetacei appartenenti alla famiglia dei delfinidi.

Immagini disgustose. A documentare le raccapriccianti immagini – degne di un film dell'orrore – sono stati i membri dell'equipaggio di Sea Shepherd Conservation Society, impegnati da anni nelle isole dell'Atlantico settentrionale per accendere i riflettori sulla barbara e anacronistica usanza. In passato l'organizzazione senza scopo di lucro ha provato a ostacolare direttamente i massacri dei cetacei, ma da quando la Danimarca ha iniziato a impiegare la forza militare per bloccarne le navi, l'azione dei volontari è stata trasformata in un progetto informativo. L'obiettivo è tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica  – attraverso la campagna “Operation Bloody Fjords” (Operazione Fiordi Insanguinati) – su ciò che avviene in queste splendide ma insanguinate isole. Il video e le immagini più cruente dello "scarico" dei resti dei cetacei in mare sono visibili sulla pagina Facebook dell'operazione.

Credit: Sea Shepherd
in foto: Credit: Sea Shepherd

La scogliera della morte. Dopo la mattanza di Vestmanna i volontari hanno seguito un camion con un cassone pieno dei resti dei cetacei uccisi, fino a una scogliera sita a sud-est di Leynar. Qui il mezzo pesante si è fermato e ha iniziato a gettare in mare il suo carico morte. L'area individuata non è lontana da un altro “cimitero sottomarino” dei cetacei scoperto nel 2010, dove furono scoperte dozzine di carcasse, alcune delle quali integre. I faroesi sottolineano che in questi luoghi vengono gettate le parti non consumabili (come i feti e le interiora) ma anche gli animali considerati non adatti al consumo, perché magari ritenuti malati. La "selezione" viene fatta sempre dopo i massacri, dato che durante le grindadrap viene sterminano l'intero branco, compresi piccoli e femmine incinte. “Vedendo come i Faroesi scaricano queste vittime, è chiaro che non hanno rispetto per le balene pilota o i delfini – sia quando sono vivi, sia dopo che sono stati uccisi”, ha dichiarato Rob Read, a capo della campagna alle isole Faroe e direttore di Sea Shepherd nel Regno Unito.