Il National Geographic ci aveva avvertito appena una settimana fa, quando, pubblicando le mappe del mondo tra 5000 anni, aveva presentato continenti stravolti dagli allagamenti. A ribadire il pericolo, rendendolo implicitamente più imminente, è oggi l'Omm (Organizzazione Meteorologica Mondiale), che in un documento ha confermato che il 2013 è uno dei dieci anni più caldi da quando sono iniziate le misurazioni nel 1850. Previsioni, queste, basate sui primi dieci mesi dell'anno, che pareggiando il 2003, guadagnano il posto poco onorevole di settimo periodo più caldo di sempre. Rispetto alla media di temperature del 1961-1990, il 2013 fa registrare 0,48° Celsius in più, con conseguenze devastanti sul ritmo dello scioglimento dei ghiacciai. "Più del 90% del calore in più che stiamo generando con i gas serra – nota Michel Jarraud, Segretario generale dell'Omm – è assorbito dagli oceani, che di conseguenza continueranno a riscaldarsi ed espandersi per centinaia di anni".

Rispetto al XX secolo raddoppia il ritmo di crescita del livello del mare, che secondo le stime si attesterà quest'anno su 3,2 millimetri in più, contro l'1,6 del secolo scorso, Dato che incute timore e che assume particolare gravità in concomitanza con la furia del tifone Haiyan che si abbatte sul Sudest asiatico. Fenomeno significativo e che sottolinea l'urgenza, perché, ricorda Jarraud, "anche se i singoli cicloni tropicali non possono essere direttamente attribuiti ai cambiamenti climatici, i livelli del mare più elevati rendono le popolazioni costiere più vulnerabili. Lo abbiamo visto con conseguenze tragiche nelle Filippine". A Varsavia, intanto, le Nazioni Unite sono impegnate in una conferenza dalla quale dovrebbero uscire i principi e le azioni utili ad abbassare il livello dei gas serra, tra i principali responsabili del riscaldamento terrestre.