Le acque cristalline che circondano l'isola di Roatán, un paradiso dell'Honduras incastonato nel Mar dei Caraibi, sono inquinate da un'enorme chiazza di rifiuti plastici galleggianti, una vera e propria discarica a cielo aperto che lascia atterriti per lo spettacolo offerto. A denunciare questo scempio, che trafigge il cuore di chi osserva ma soprattutto quello dell'ecosistema marino locale, la fotografa onduregna Caroline Power, rimasta letteralmente scioccata durante un'uscita in barca. Lei e i suoi compagni di viaggio hanno infatti dovuto navigare attraverso i rifiuti, un mare di piatti, forchette, buste, contenitori e altri oggetti di plastica.

La giovane ha così deciso di impugnare il suo fidato strumento di lavoro per documentare la deprimente scena, affidando immagini e pensieri ai social network. Il messaggio si è trasformato in una vera e propria invettiva contro l'uso scellerato della plastica, soprattutto quella per confezionare e trasportare gli alimenti. Il titolo del suo post, rigorosamente in maiuscolo, è sibillino: THIS HAS TO STOP, ovvero, ‘tutto questo deve finire'. La Power ha poi aggiunto: “Pensate alle vostre vite quotidiane. Come avete preso il cibo l'ultima volta che avete mangiato fuori casa? Come vi hanno servito il vostro ultimo street food? È probabile che fosse avvolto dal polistirolo, servito con una forchetta di plastica e infine consegnato in una busta di plastica”. Il riferimento ai rifiuti che l'hanno sconvolta e evidente, vista la quantità industriale di posate apprezzabile negli scatti.

Ma come ha fatto un paradiso del genere a trasformarsi in un mondezzaio? Considerando le dimensioni della Pacific Trash Vortex, la grande macchia di immondizia del Pacifico che potrebbe estendersi per milioni di chilometri quadrati (tanto quanto gli Stati Uniti d'America), non c'è davvero da stupirsi che mari e oceani stiano soffocando sotto la plastica. Basti pensare che la più alta densità di rifiuti plastici è stata trovata sulla remota e disabitata isola di Henderson. Secondo le stime della Blue Planet Society, un'organizzazione a tutela dell'ambiente, l'isola di Roatán sarebbe stata sconvolta dai rifiuti a causa della forte stagione delle piogge, che avrebbe riversato in mare tutti i rifiuti raccolti dal fiume guatemalteco Montagua.

Si stima che entro il 2050 il mare possa contenere più plastica che pesci, dato che ogni anno riversiamo in acqua oltre 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Tra gli scatti divenuti un emblema dell'inquinamento ambientale vi è quello del fotografo Justin Hofman, che ha immortalato un cavalluccio marino aggrappato a un cotton fioc.

[Credit: Caroline Power]