Un cavalluccio marino aggrappato a un cotton fioc rosa, solitario, nel cuore del profondo blu; un'immagine apparentemente ‘innocua', che girando sul web ha suscitato tenerezza per la particolare composizione, ma che in realtà nasconde un vero e proprio dramma del quale noi siamo i principali artefici. Il piccolo vertebrato, lungo appena 3,8 centimetri, è impegnato in un lotta serrata contro una corrente improvvisa, e per non essere spazzato via cerca un appiglio, un sostegno dove aggrapparsi con la ‘coda' prensile. Si lascia sfuggire un'alga filiforme, nuota sfidando l'irrequieto flusso d'acqua e trova finalmente la sua ‘zattera sottomarina', un cotton fioc sollevato dalla corrente assieme a tanti altri detriti e pezzi di plastica, emersi dal fondo come simboli del nostro oltraggio alla purezza del mondo sommerso. Sono l'emblema dell'inquinamento dei mari soffocati dai rifiuti, delle centinaia di migliaia di pesci, uccelli e mammiferi marini che li ingurgitano cercando una preda, ma trovano solo la morte.

L'immagine, scattata nel dicembre 2016 dal giovane fotografo Justin Hofman, ha fatto rapidamente il giro della rete e portato sotto i riflettori il dramma dell'inquinamento dei mari, in particolar modo di quelli indonesiani, dove è stata immortalato il cavalluccio marino. Non a caso dopo quelli cinesi sono i più inquinati al mondo da plastica, con ben 3,22 milioni di tonnellate di detriti riversati ogni anno. Il governo locale, messo alle strette dalle associazioni ambientaliste e da una situazione ormai insostenibile, si è impegnato con le Nazioni Unite di ridurre tale cifra del 70 percento entro il 2025.

La forza della fotografia di Hofman risiede anche nell'impatto del cotton fioc sull'immaginario collettivo, non solo per i potenziali danni ai timpani che può comportare, ma anche perché è uno degli oggetti che finisce più spesso nel water (grave negligenza) e di conseguenza in mare. Basti pensare che, in base a una recente analisi di Legambiente, il 10 percento dei rifiuti trovati sulle spiagge italiane è composto proprio da cotton fioc, con oltre settemila pezzi individuati.

Si stima che entro il 2050 il peso totale dei pesci presenti nei mari e negli oceani possa essere superato da quello della plastica; del resto ogni anno vi gettiamo oltre otto milioni di tonnellate di rifiuti composti da questo materiale. Hofman in un'intervista al Washington Post ha dichiarato che negli istanti in cui ha immortalato il cavalluccio marino gli “bolliva il sangue” dalla rabbia per lo scempio cui era costretto ad assistere. Non a caso dopo aver condiviso lo scatto con i suoi amici di Instagram ha aggiunto un'eloquente didascalia: “È una fotografia che vorrei non esistesse, ma adesso desidero che tutti la vedano”.

L'immagine scattata al largo della costa di Sumbawa, un'isola facente parte dell'arcipelago delle Piccole Isole della Sonda, è arrivata alla finale dellla prestigiosa competizione per la fotografia naturalistica “Wildlife Photographer of the Year” 2017.

[Credit: Justin Hofman/Wildlife Photographer of the Year]