19 Ottobre 2018
17:14

I cani ‘immaginano’ quello che diciamo: il cervello funziona al contrario rispetto al nostro

I cani capiscono le parole che gli insegniamo e hanno un’immagine mentale degli oggetti a cui è associata una parola che conoscono. Il loro cervello reagisce però diversamente rispetto al nostro: si attiva di più quando sentono un termine nuovo. I ricercatori hanno alcune ipotesi per spiegarci il perché.
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I cani capiscono esattamente quello che gli chiediamo, cioè associano la parola all'oggetto, di cui hanno una immagine mentale. I ricercatori hanno dimostrato, osservando il funzionamento dei cervelli dei cani, quello che empiricamente molte persone verificano ogni giorno vivendo con il loro amico a quattro zampe. E non solo, gli scienziati hanno scoperto che il loro cervello si comporta in maniera opposta rispetto al nostro quando sentono una parola per la prima volta.

Lo studio sui cani. Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno analizzato il comportamento di 12 cani di razze differenti e il relativo funzionamento del cervello attraverso risonanza magnetica funzionale. In pratica i cani hanno imparato a riportare ai loro proprietari due distinti oggetti, identificati con due diverse parole: un pupazzetto morbido e un altro di gomma, la diversa consistenza era fondamentale per aiutarne la discriminazione. Una volta accertati che il cane avesse chiara la differenza tra i due oggetti, associati ognuno ad una parola diversa, gli scienziati ne hanno testato le risposte in laboratorio. Osservando il comportamento del cervello dei cani attraverso risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno chiesto ai proprietari di mettersi di fronte all'animale e di dire, ad intervalli di tempo prestabiliti, il nome dell'oggetto mostrandolo. Successivamente, ai proprietari è stato chiesto di eseguire lo stesso compito utilizzando però parole mai ascoltate dal cane. Quindi, ad esempio, nella prima parte del test la persona diceva la parola ‘Piggy' e mostrava il pupazzetto morbido corrispondente e la parola ‘Monkey' e il pupazzetto di gomma. Nella seconda parte invece il pupazzetto morbido veniva chiamato ‘Bobbu' e quello di gomma ‘Bobmick'.

Il comportamento del cervello dei cani. I dati raccolti hanno dimostrato un elevato livello di attivazione della regione uditiva del cervello dei cani quando questi sentivano la parola nuova per la prima volta, rispetto a quando sentivano quella per cui erano stati addestrati. Gli scienziati spiegano che questi risultati sono esattamente il contrario di quelli registrati dal cervello umano, noi infatti tendiamo a reagire di più quando sentiamo una parola che già conosciamo.

Ma come è possibile? Secondo gli esperti, i cani sarebbero più reattivi quando gli diciamo qualcosa che non capiscono o non hanno mai sentito prima perché sono stimolati dalla novità e forse sperano di ricevere una ricompensa portando a termine un nuovo compito richiesto. Per quanto lo studio dimostri le capacità dei cani di comprendere ciò che diciamo, la comunicazione corporea e non verbale resta comunque la via più efficace per ‘parlare' con loro.

Zeina nasce a Genova dove vive finché non decide di iniziare a girare in cerca della sua strada e così Roma, Milano, Brema e poi ancora Milano. Dopo aver concluso il percorso di studi che l'ha portata ad ottenere una Laurea Magistrale e aver lavorato nel campo della produzione televisiva, del marketing e delle agenzie pubblicitarie, adesso vive le sue giornate da giornalista scrivendo di Mondo Animale e Natura, realizzando video, conducendo una sua trasmissione radiofonica su una delle principali FM italiane e trascorrendo il suo tempo in mezzo ai cani (e ai loro proprietari), visto che è anche Educatrice Cinofila SIUA. Il suo compagno di vita è Teseo, un quattrozampe greco salvato a Naxos, in Grecia.
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