Attorno al gigante gassoso Giove sono state scoperte dodici nuove lune, che portano il computo totale a ben 79. È il numero maggiore dell'intero Sistema solare, considerando che a ruota segue Saturno con 62 satelliti naturali confermati. Delle nuove lune scoperte, undici sono considerate ‘classiche', mentre una, chiamata Valetudo in omaggio alla divinità romana della salute e dell'igiene, ha parametri orbitali inconsueti. Molto probabilmente questa luna si schianterà contro le altre in un intervallo di tempo compreso tra centro milioni e un miliardo di anni. Ma procediamo con ordine.

Le lune sono state scoperte per puro caso, mentre gli scienziati della Carnegie Institution of Science di Washington, un'organizzazione statunitense impegnata nella ricerca, stavano andando a caccia dei misteriosi Pianeta IX e Pianeta X del Sistema solare, dei quali ci sono alcuni indizi ma non prove. Nella porzione di cielo che stavano analizzando con potenti telescopi ottici, gli astronomi guidati dal professor Scott Shepperd hanno osservato un transito di Giove nella primavera del 2017, grazie al quale hanno individuato le dodici nuove lune. Per avere la conferma che si trattasse effettivamente di oggetti in orbita attorno al gigante gassoso, hanno tuttavia dovuto effettuare nuove osservazioni un anno dopo.

Credit: Carnegie Institution of Science
in foto: Credit: Carnegie Institution of Science

Le dodici lune scoperte sono suddivise in gruppi distinti. Nove orbitano in direzione retrograda, cioè opposta rispetto a quella del pianeta, sono distanti, impiegano due anni terrestri per completare un giro attorno al pianeta e derivano molto probabilmente dalla distruzione di tre lune, colpite da asteroidi, comete o altre lune. Due delle nuove lune orbitano invece nella stessa direzione del pianeta e vengono dunque definite prograde; sono più vicine al pianeta – il loro moto di rivoluzione dura un anno terrestre – e gli scienziati pensato siano parti di una singola luna. Infine c'è Valetudo, anch'essa prograda, ma con una distanza dal pianeta intermedia rispetto a quella degli altri due gruppi. Ha un'orbita molto inclinata, una diametro stimato di appena un chilometro e soprattutto ‘incrocia' le orbite delle lune retrograde più esterne. Ciò suggerisce una concreta probabilità di impatto frontale con gli altri corpi celesti, che al momento gli scienziati stanno calcolando con un supercomputer.

Credit: Carnegie Institution of Science
in foto: Credit: Carnegie Institution of Science

La scoperta dei nuovi satelliti naturali di Giove non è interessante solo per una questione di numeri, del resto gli scienziati sono convinti che ne troveranno diversi altri attorno allo stesso gigante gassoso, a Saturno, Urano e Nettuno, ma anche perché potrebbe fornirci nuove informazioni sull'evoluzione del Sistema solare. Trattandosi di lune così piccole, infatti, si ipotizza che esse siano originare dopo che il disco di polveri e gas attorno a Giove in formazione si era già dissipato. La sua presenza, secondo gli scienziati, le avrebbe infatti rallentate a tal punto da farle schiantare nell'atmosfera del pianeta a causa della forza gravitazionale, invece possiamo ammirarle ancora oggi mentre orbitano attorno al pianeta. I dettagli della scoperta sono stati pubblicati sul sito ufficiale della Carnegie Intitution of Science e in futuro saranno raccolti in una pubblicazione scientifica ad hoc.

[Credit: Carnegie Institution of Science]