Due astronomi dell'autorevole Lunar and Planetary Laboratory dell'Università dell'Arizona (Tucson) hanno ipotizzato l'esistenza di un misterioso oggetto celeste – il Pianeta 10 – ai confini del Sistema solare, oltre la cosiddetta fascia di Kuiper. Si tratta di una remota regione (simile alla Fascia principale di asteroidi) nota per essere popolata da gelidi e antichissimi corpi celesti, che si trova a una distanza compresa tra le 30 e le 50 Unità Astronomiche dal Sole (una UA rappresenta la distanza che separa la Terra dal Sole, circa 150 milioni di chilometri). Quello individuato da Kathryn Volk1 e Renu Malhotra non sarebbe altro che il decimo pianeta del Sistema solare, sebbene anche il nono debba ancora essere scoperto, pur venendo teorizzato dai ricercatori da diverso tempo.

I due studiosi hanno scoperto alcune anomalie nei piani orbitali di un gruppo di 600 KBO (Kuiper belt objects), una parte dei corpi celesti ghiacciati di cui sopra, che potrebbero essere spiegate proprio dall'influenza gravitazionale di un pianeta sconosciuto. Oltre ad aver individuato queste perturbazioni, emerse attraverso complessi calcoli orbitali, Volk1 e Malhotra hanno ipotizzato che il potenziale Pianeta 10 dovrebbe avere una massa compresa tra quella di Marte e quella terrestre, inoltre orbiterebbe a circa 50 UA dalla fascia di Kuiper.

L’orbita del Pianeta X
in foto: L’orbita del Pianeta X

Quest'ultimo è un dettaglio estremamente importante poiché non lo fa sovrapporre con l'altrettanto criptico Pianeta 9, che secondo i calcoli di altri studiosi dovrebbe trovarsi decisamente più lontano di questo, a 600/700 UA di distanza dal Sole. A causa di questa enorme distanza, il Pianeta 9 non sarebbe in grado di influenzare – dal punto di vista gravitazionale – gli oggetti della fascia di Kuiper, dunque il responsabile delle anomalie deve essere necessariamente un altro grande corpo celeste.

La scoperta, seppur affascinante, è stata accolta con un certo scetticismo dalla comunità scientifica, dato che un oggetto delle dimensioni ipotizzate dovrebbe essere sufficientemente luminoso da essere già stato scoperto da tempo. In attesa delle conferme, che potrebbero giungere grazie alla messa in funzione (nel 2020) del sofisticato telescopio Large Synoptic Survey Telescope (LSST), tutti quanti possiamo dare la caccia al Pianeta 9 con un semplice clic, attraverso il progetto della NASA Blackyard Words: Planet 9. I dettagli dello studio americano sono stati pubblicati sull'autorevole rivista specializzata The Astronomical Journal.

[Illustrazioni di Heather Roper/LPL]