Credit: Adamo et al., NASA/ESA
in foto: Credit: Adamo et al., NASA/ESA

Un'immagine mozzafiato di due gigantesche galassie che si schiantano l'una contro l'altra ci è stata appena regalata da Hubble, il celebre telescopio spaziale della NASA e dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) che ha messo la “firma” su quasi tutti gli scatti più suggestivi dello spazio profondo. Protagoniste della collisione cosmica sono le due galassie NGC 6052A e NGC 6052B, che si trovano a 230 milioni di anni luce dalla Terra, inquadrate nell'affascinante costellazione di Ercole.

Schianto "storico". Naturalmente il meraviglioso scatto di Hubble, ricchissimo di dettagli, non è il primo dello spettacolare schianto galattico, dato che fu scoperto per la prima volta nel lontano 11 giugno 1784 dall'astronomo britannico di origine tedesca Frederick William Herschel. A causa della scarsa precisione degli strumenti dell'epoca, tuttavia, lo studioso non si accorse che si trattava di due galassie impegnate in un processo di fusione. Successivamente la coppia galattica fu descritta come un unico oggetto “debole, piuttosto grande e irregolarmente rotondo” da John Louis Emil Dreyer, l'autore del Nuovo Catalogo Generale (NGC – New General Catalogue), un preziosissimo strumento che oggi racchiude ben ottomila oggetti. È un fedele compagno di ogni appassionato di astronomia. Nel catalogo NGC le due galassie sono inquadrate con un'unica sigla: NGC 6052.

Credit: ESA/Hubble & NASA, Acknowledgement: Judy Schmidt (Geckzilla)
in foto: Credit: ESA/Hubble & NASA, Acknowledgement: Judy Schmidt (Geckzilla)

Abbraccio mortale. Il processo di fusione delle due galassie, spinto dalla reciproca attrazione gravitazionale, è in fase molto avanzata, e in futuro si stabilizzeranno in un unico, gigantesco oggetto dalla forma peculiare. Tecnicamente quella inquadrata da Hubble non è una vera e propria collisione; dato che la distanza tra le singole stelle è molto ampia (anni luce) è difficile che possano esserci dei contatti, anche se a causa dei numeri coinvolti non lo si può escludere del tutto. Nonostante l'improbabilità di schianti, tuttavia, non significa che il processo sia “indolore”: l'enorme attrazione gravitazionale scatenata dai buchi neri supermassicci al centro delle due galassie, infatti, potrebbe espellere all'esterno interi sistemi, mentre altri potrebbero finire divorati dai cuori di tenebra.

Destino simile. Un destino simile a quello di NGC 6052A e NGC 6052B attende la nostra galassia (la Via Lattea) e Andromeda. Grazie ai dati raccolti dal satellite Gaia dell’ESA, un team di ricerca americano guidato da scienziati dello Space Telescope Science Intitute ha previsto che la fusione tra i due oggetti avverrà tra 4,5 miliardi di anni. Tra 2 miliardi di anni, invece, avverrà la fusione con la Grande Nube di Magellano, una galassia nana che orbita a circa 163mila anni luce di distanza dalla nostra galassia.