Paleontologi dell'Università di Manchester hanno (ri)scoperto il più grande fossile di ittiosauro in un museo tedesco della Bassa Sassonia, il Niedersächsisches Landesmuseum di Hannover. Il reperto, un esemplare femmina di circa 3,5 metri con tanto di embrione in grembo, fu trovato alla fine degli anni '90 nella Doniford Bay, nel Somerset (Gran Bretagna), ma sino ad oggi non era mai stato descritto. I fossili di ittiosauro, del resto, non sono così rari nelle acque del Regno Unito, e probabilmente proprio per questa ragione il reperto non ha goduto della doverosa attenzione scientifica.

Il merito dell'analisi è del paleontologo Sven Sachs del Museo di Storia Naturale di Bielefeld (Germania), che accortosi della peculiarità del fossile durante una visita privata nel 2016 decise di contattare immediatamente il dottor Dean Lomax dell'Università di Manchester, ritenuto il massimo esperto mondiale di questi animali estinti. Da quando fu scoperto il primo esemplare di ittiosauro da Mary Anning nel 1810, nel Dorset, questi rettili marini hanno giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo della paleontologia e nell'elaborazione di concetti di biologia evolutiva, come ad esempio quello della convergenza.

Questi rettili hanno infatti un evidente aspetto pisciforme, molto simile a quello dei delfini, sebbene abbiano una pinna caudale orientata verticalmente e due paia di pinne anziché una. Gli ittiosauri, spesso inclusi erroneamente nello stesso gruppo dei dinosauri, vissero tra il Triassico e il Cretaceo, ma si estinsero molto prima della caduta dell'asteroide Chicxulub, avvenuta 66 milioni di anni fa. I paleontologi stimano infatti che la scomparsa risalga tra i 90 e 100 milioni di anni fa, probabilmente a causa della spietata competizione di altri rettili marini, come i plesiosauri, gruppo al quale apparterrebbe anche il famigerato “Mostro di Loch Ness”.

Il fossile del museo tedesco in passato è stato completato con parti provenienti da altri esemplari e campioni ricostruiti, in particolar modo nella porzione caudale, tuttavia dalle analisi di Lomax e Sachs è stato possibile stimarne una dimensione tra i 3 e i 3,5 metri. Nell'area ventrale è possibile osservare anche parti dello scheletro di un embrione; non si tratta di una novità (il fossile più famoso di ittiosauro è proprio quello di una madre che partorisce), ma aggiunge sicuramente valore al reperto “dimenticato”. I dettagli sul fossile, appartenente alla specie Ichthyosaurus somersetensis, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Acta Palaeontologica Polonica.

[Credit: Lomax/Massare/University of Manchester]