Credit: ESO / L. Calçada
in foto: Credit: ESO / L. Calçada

Il nuovo cacciatore di pianeti della NASA “TESS” ha individuato la sua prima esocometa, cioè una cometa che orbita attorno a una stella diversa dal Sole. Nel caso specifico si tratta di Beta Pictoris, un astro sito nel cuore della costellazione del Pittore a oltre 63 anni luce dal Sistema solare. Beta Pictoris, una giovane stella di circa 20 milioni di anni, era già nota agli scienziati per la presenza di presunte esocomete nel suo disco protoplanetario, cioè quello in cui oggetti chiamati planetesimi si fondono fra loro dando vita agli esopianeti. Ma queste esocomete furono intercettate con un metodo indiretto, lo spettrografico; l'esocometa individuata da TESS, acronimo di Transiting Exoplanet Survey Satellite, è stata invece rilevata analizzando la curva di luce della stella, una tecnica più “elegante” ma soprattutto diretta e affidabile.

Cacciatore di comete. Rilevare un oggetto con un diametro di poche decine di chilometri a distanze immense come quella che ci separa da Beta Pictoris può apparire un'impresa fantascientifica, eppure il sensibilissimo occhio di TESS è riuscito nell'impresa. La ragione risiede nel fatto che le comete (e le esocomete) sono circondate e seguite da enormi nubi di particelle e detriti (chioma e coda) che rendono molto più agevole il riconoscimento. Sfruttando la stessa tecnica del transito che permette di rilevare gli esopianeti, gli astronomi coordinati dal professor Sebastian Zeiba dell'Università di Innsbruck hanno rilevato i cambiamenti nella curva di luce della stella, dovuti proprio al passaggio dell'esocometa. Hanno analizzato i dati raccolti da TESS tra il 19 ottobre 2018 e il 1 febbraio 2019, dai quali sono emerse tre diminuzioni periodiche. La forma asimmetrica della curva di luce che ne deriva (la potete osservare qui in basso) mostra chiaramente il passaggio di un oggetto con una lunga coda di particelle, che secondo gli scienziati orbita da Beta Pictoris a non meno 0,5 Unità Astronomiche dalla stella, circa 75 milioni di chilometri.

Credit: Zieba et al., ArXiv, 2019
in foto: Credit: Zieba et al., ArXiv, 2019

Dati confermati. L'aspetto più sorprendente della scoperta risiede nel fatto che la curva di luce dell'esocometa è sovrapponibile a quella calcolata al computer 20 anni fa da un gruppo di scienziati, che ipotizzarono la possibilità di determinare la presenza di esocomete proprio analizzando la curva di luce. TESS, erede spirituale del compianto Telescopio Spaziale Kepler, mandato definitivamente in “pensione” nel 2018, ha come obiettivo principale la scoperta di esopianeti, ma questa ricerca ha dimostrato che può intercettare agevolmente anche le esocomete. Il loro studio può aiutarci a capire quanto sono comuni questi oggetti, se il loro numero diminuisce quando le stelle invecchiano e in che modo possono determinare la presenza di acqua nei sistemi stellari. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati su arXiv.