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Covid 19
21 Maggio 2021
16:49

Entro 10 anni la COVID-19 potrebbe diventare un raffreddore

Grazie a un sofisticato modello matematico “addestrato” con i dati sulla risposta immunitaria al coronavirus SARS-CoV-2, un team di ricerca dell’Università dello Utah ha determinato che nel giro di un decennio la COVID-19 diventerà un semplice e innocuo raffreddore. Col tempo, infatti, il patogeno diventerà endemico e provocherà malattie sempre più lievi, grazie allo “scudo immunitario” offerto dalla campagna vaccinale e dalle reinfezioni.
A cura di Andrea Centini
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Ad oggi non è ancora possibile prevedere quale sarà il destino della pandemia che stiamo vivendo, tuttavia molti esperti ritengono che il coronavirus SARS-CoV-2 da pandemico (diffuso globalmente) diventerà endemico (diffuso localmente), riducendo progressivamente la sua virulenza/aggressività fino a rendere la potenzialmente letale COVID-19 in un comune e banale raffreddore. A descrivere questo ottimistico scenario, che dovrebbe verificarsi nel giro di un decennio, sono gli scienziati dell'Università Columbia di New York autori dell'articolo “Will SARS-CoV-2 become endemic?” e i colleghi dei Dipartimenti di Biologia delle università Emory e Statale della Pennsylvanya, responsabili dello studio “Immunological characteristics govern the transition of COVID-19 to endemicity”. Al medesimo risultato è giunta anche una nuova ricerca, basata su uno specifico modello matematico progettato per prevedere la "traiettoria" della pandemia. Grazie alle diverse simulazioni effettuate, il destino del coronavirus SARS-CoV-2 sembra essere benigno come quello degli altri coronavirus umani circolanti, responsabili appunto del semplice raffreddore.

A determinare che nel giro di un decennio la COVID-19 non sarà più il “mostro” che ha strappato la vita a oltre 3,4 milioni di persone (125mila in Italia) è stato un team di ricerca guidato da scienziati del Dipartimento di Matematica dell'Università dello Utah, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Divisione di Epidemiologia e della Scuola di Scienze Biologiche. Gli scienziati, coordinati dal professor Fred Adler, docente di matematica presso l'ateneo di Salt Lake City, sono giunti alle loro conclusioni mettendo a punto un modello matematico in grado di prevedere quando l'interazione tra tre specifici fattori porterà il coronavirus SARS-CoV-2 alla cosiddetta “avirulenza” (cioè privo di virulenza/aggressività) grazie alla trasformazione in patogeno endemico. I tre fattori presi in esame sono la gravità delle infezioni consecutive; la suscettibilità all'infezione severa in base all'età e la riduzione della gravità grazie all'immunità parziale, innescata sia dalla campagna vaccinale che dalle precedenti infezioni.

In altri termini, il modello matematico è stato addestrato per tener conto della nostra risposta immunitaria in base ai dati raccolti durante la pandemia; ad esempio, "sapeva" che è improbabile che i bambini sviluppino la forma grave della COVID-19, che la quantità di virus con cui si entra in contatto è proporzionale alla gravità della patologia che si sperimenta e che gli adulti immunizzati (per infezioni precedenti o vaccinazione) risultano più protetti dalla forma grave dell'infezione. Combinando diversi scenari, le simulazioni portavano sempre a un'evoluzione benigna del coronavirus SARS-CoV-2. "I risultati suggeriscono che i cambiamenti nella malattia potrebbero essere guidati da adattamenti della nostra risposta immunitaria piuttosto che da cambiamenti nel virus stesso", hanno sottolineato gli autori dello studio.

Col passare del tempo, infatti, la popolazione campione era sempre più predisposta a sviluppare la forma lieve della malattia e non quella grave. “All'inizio della pandemia, nessuno era entrato in contatto col virus”, ha spiegato in un comunicato stampa il professor Adler. “Il nostro sistema immunitario non era preparato. I modelli mostrano che man mano che più adulti diventano parzialmente immuni, sia attraverso una precedente infezione che con la vaccinazione, le infezioni gravi scompaiono quasi del tutto nel prossimo decennio. Alla fine, le uniche persone che saranno esposte al virus per la prima volta saranno i bambini, che sono naturalmente meno inclini a sviluppare la forma grave”, ha aggiunto lo scienziato. “Abbiamo dimostrato che le infezioni lievi vinceranno, purché addestrino il nostro sistema immunitario a combattere le infezioni gravi”, gli ha fatto eco il coautore dello studio Alexander Beams.

A suggerire che l'evoluzione endemica/benigna della COVID-19 vi è anche il fatto che gli altri coronavirus umani provocano tutti un semplice raffreddore. Secondo gli studiosi, uno di essi sarebbe stato responsabile della pandemia di “influenza russa” alla fine del XIX secolo, iniziando il suo percorso da patogeno aggressivo e virulento – dunque responsabile di una malattia grave – fino a diventare un innocuo raffreddore. “Il prossimo passo è confrontare le nostre previsioni del modello con i dati più recenti sulla malattia, per valutare in che direzione sta andando la pandemia mentre si sta verificando”, ha concluso il professor Adler. I dettagli della ricerca “Will SARS-CoV-2 Become Just Another Seasonal Coronavirus?” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Viruses.

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