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Covid 19
13 Gennaio 2021
11:59

Nei prossimi anni la COVID-19 potrebbe diventare un semplice raffreddore: lo suggerisce uno studio

Mettendo a confronto i dati epidemiologici ed immunologici della COVID-19 con quelli di SARS, MERS e altre infezioni provocate da quattro comuni coronavirus umani, grazie a un modello matematico un team di ricerca americano ha dimostrato che nei prossimi anni il virus potrebbe diventare da pandemico a endemico, e l’infezione che provoca trasformarsi in un semplice raffreddore. Ma sarà fondamentale l’uso dei vaccini.
A cura di Andrea Centini
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A un anno dall'identificazione del coronavirus SARS-CoV-2 siamo ancora nel pieno della pandemia di COVID-19, con vittime e infezioni in costante aumento, e ad oggi non è ancora possibile sapere quando tutto questo finirà, sebbene l'avvio della campagna vaccinale abbia donato nuova speranza e fiducia. Ma cosa succederà quando tutti noi saremo vaccinati? Il virus sarà completamente eradicato? Molti scienziati ritengono che nei prossimi anni si verificherà uno scenario differente, ovvero che il SARS-CoV-2 diventerà endemico (cioè diffuso localmente e ciclicamente), esattamente come lo sono altri quattro coronavirus humani (HCoV), che oggi provocano nella stragrande maggioranza dei casi un banale raffreddore. Il patogeno, in parole semplici, nei prossimi anni potrebbe continuare a circolare solo a livello locale e dar vita a infezioni benigne, non rilevanti dal punto di vista sociale e sanitario.

Tra i primi a suggerirlo vi sono stati gli scienziati Jeffrey Shaman e Marta Galanti della Scuola di Sanità Pubblica “ Mailman” presso l'Università Columbia di New York, che hanno scritto l'articolo “Will SARS-CoV-2 become endemic?” pubblicato sull'autorevole rivista scientifica Science. Un altro team di studiosi ha deciso di approfondire questo tema, aviluppando un complesso modello matematico basato sui dati epidemiologici ed immunologici della pandemia in corso e messi a confronto con quelli delle epidemie di SARS e MERS – due patologie provocate da betacoronavirus “cugini” del SARS-CoV-2 –, oltre che con quattro coronavirus umani (HCoV), che come indicato oggi sono responsabili dei comuni raffreddori. La nuova indagine è stata condotta dagli scienziati Jennie S. Lavine, Ottar N. Bjornstad e Rustom Antia, ricercatori dei dipartimenti di Biologia dell'Università Emory di Atlanta e dell'Università Statale della Pennsylvanya.

I tre studiosi, coordinati dal professor Bjornstad del Center for Infectious Disease Dynamics, per il proprio modello hanno preso in esame diverse caratteristiche immunologiche delle infezioni da coronavirus, dal rischio di reinfezione alla trasmissibilità, passando per l'indebolimento della patologia che possono innescare. Il modello informatico ha determinato che entro il prossimo decennio l'infezione da SARS-CoV-2 potrebbe passare da pandemica a endemica, diventando una malattia lievissima come un raffreddore, che si paleserebbe primariamente nei bambini con un'età compresa dai 3 e i 5 anni. Anche gli anziani continuerebbero a essere infettati, ma grazie all'immunizzazione acquisita con le precedenti infezioni la COVID-19 non sarebbe più letale come lo è invece in questo momento. Bjornstad e colleghi sottolineano che la pericolosità attuale della patologia è legata al fatto che è scatenata da un virus nuovo, al quale ancora oggi la stragrande maggioranza della popolazione mondiale è suscettibile non avendo anticorpi, pertanto la COVID tende a essere particolarmente aggressiva nei soggetti più deboli come gli anziani e in chi presenta patologie pregresse.

Un ruolo significativo nel passaggio da virus pandemico a virus endemico, spiegano i ricercatori, è strettamente connesso alla diffusione e all'efficacia dei vaccini anti COVID. “La velocità con cui avviene questo cambiamento dipende dalla velocità con cui il virus si diffonde e dal tipo di risposta immunitaria indotta dai vaccini SARS-CoV-2”, hanno scritto gli autori dello studio in un comunicato stampa. “Se i vaccini inducono una protezione di breve durata contro la reinfezione ma riducono la gravità della malattia, come nel caso di altri coronavirus endemici, SARS-CoV-2 potrebbe diventare endemico più rapidamente”, suggerisce il modello messo a punto da Bjornstad e colleghi. “Una volta raggiunta la fase endemica e l'esposizione primaria si verifica nell'infanzia, il SARS-CoV-2 potrebbe non essere più virulento dei virus raffreddore”, hanno scritto gli scienziati nell'abstract del proprio studio. Qualora dovesse verificarsi questo scenario, la vaccinazione potrebbe non essere necessaria, ma la storia sarebbe diversa in caso di infezioni gravi nei piccoli. “Se le infezioni primarie dei bambini sono lievi (CoV-1 e CoV-2), la vaccinazione continua potrebbe non essere necessaria poiché i casi primari regrediscono a lieve congestione nasale infantile. Se, d'altra parte, l'infezione primaria è grave nei bambini (come per la MERS), la vaccinazione dei bambini dovrà essere continuata”, scrivono gli autori nel proprio studio.

“Ci stiamo muovendo in un territorio inesplorato, ma il messaggio chiave derivante dallo studio è che il tasso di letalità e il bisogno di una vaccinazione di massa potrebbero declinare a breve termine: quindi bisogna fare il massimo sforzo possibile per spianare la strada che porterà questo virus pandemico a diventare endemico”, ha dichiarato il professor Bjornstad. I dettagli della ricerca “Immunological characteristics govern the transition of COVID-19 to endemicity” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science.

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