Elon Musk, il vulcanico amministratore delegato di SpaceX, ha annunciato che molto probabilmente si trasferirà su Marte per restarci. Il magnate sudafricano naturalizzato americano, intervistato da Mike Allen durante una puntata di Axios sul canale HBO, ha dichiarato che le probabilità che faccia questo viaggio senza ritorno sono del 70 percento.

Non è un mistero che la sua compagnia aerospaziale privata stia lavorando alacremente per conquistare il Pianeta Rosso, dove è appena “ammartato” il lander della NASA InSight, ma sono ancora molteplici gli ostacoli da superare. Non solo sotto il profilo della costruzione di navicelle in grado di effettuare il viaggio e soprattutto di posarsi senza problemi sulla superficie di Marte, ma anche della sicurezza degli astronauti. Diversi studi hanno infatti dimostrato che le radiazioni cosmiche prese durante il lungo viaggio sarebbero fatali per gli uomini, per i quali fra l'altro devono ancora essere progettate tute adatte al Pianeta Rosso.

Musk, con il suo inguaribile ottimismo, ha dichiarato che i viaggi verso Marte saranno possibili entro 7 anni, e che non si tratterà di un'esperienza solo per ricchi (nonostante i circa 200mila dollari stimati per acquistare il costo del biglietto). Il CEO di SpaceX ha spiegato che innanzitutto c'è un rischio di morire sensibilmente più elevato rispetto alla Terra, inoltre si dovrà lavorare duramente per costruire l'insediamento. I primi coloni saranno in pratica operai specializzati con pochissimo tempo libero a disposizione, e soprattutto con diverse sfide per la sopravvivenza. “Questa è davvero un'esperienza per ricchi?”, ha domandato Musk al suo interlocutore.

Anche se il traguardo è ancora molto lontano e il percorso irto di ostacoli, SpaceX continua a bruciare le tappe. A gennaio 2019, infatti, la sua capsula per l'equipaggio “Crew Dragon” farà un volo di prova senza equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale, mentre a giugno dello stesso anno dovrebbe effettuare il primo volo con astronauti a bordo. Il primo obiettivo degli americani è sganciarsi dall'obbligo di sfruttare la navetta Soyuz russa, l'unica in grado di portare astronauti sulla ISS dopo il pensionamento degli Shuttle; il secondo è la (ri)conquista sulla Luna, ma il più ambizioso resta il Pianeta Rosso, che probabilmente verrà raggiunto grazie alla navicella "Starship".