Elon Musk, il magnate sudafricano naturalizzato americano a capo di Tesla e SpaceX, in un nuovo cinguettio pubblicato su Twitter ha rilanciato l'idea di sganciare bombe nucleari su Marte, con l'obiettivo di renderlo abitabile. Il tweet “Nuke Mars!” è infatti un chiaro riferimento al progetto descritto nel 2015 in seno al “The Late Show With Stephen Colbert” dall'istrionico CEO. Musk sottolineò che bombardando i poli del Pianeta Rosso con le atomiche sarebbe possibile sciogliere le calotte glaciali e proiettare in atmosfera enormi quantità di vapore acqueo e anidride carbonica (CO2), dando così vita a un effetto serra in grado di riscaldare Marte e renderlo abitabile.

Lo scetticismo degli scienziati. L'idea di Elon Musk è stata fermamente osteggiata dalla comunità scientifica, anche alla luce di studi ad hoc condotti sulla possibilità di terraformazione. Il primo ostacolo per una simile operazione è di tipo etico: che diritto avremmo di lanciare bombe nucleari su un altro pianeta per renderlo (potenzialmente) adatto a misura d'uomo? Sarebbe l'ennesima dimostrazione di quanto invasiva e devastante possa essere la nostra specie nel contesto naturale. Senza contare che su Marte potrebbero vivere forme di vita aliena che ancora non siamo riusciti a scoprire. Al di là delle considerazioni etiche, ve ne sono un paio “tecniche” assolutamente da non sottovalutare. Secondo i due scienziati americani Bruce M. Jakosky e Christopher S. Edwards, nemmeno liberando tutta la CO2 presente su Marte si riuscirebbe a innescare un sostanziale effetto serra per riscaldare l'arido e gelido pianeta. L'acqua – come spiegato sull'autorevole rivista scientifica Nature Astronomy – non avrebbe invece alcun impatto significativo. Un serio rischio è invece rappresentato dal potenziale “inverno nucleare”, che potrebbe determinare un risultato opposto a quello desiderato da Musk. Le bombe nucleari farebbero sollevare nella debole atmosfera marziana nubi immense di polveri, bloccando i raggi solari e raffreddando il pianeta, invece di riscaldarlo. È ciò che avvenne 66 milioni di anni fa sulla Terra, dopo l'impatto dell'asteroide chicxulub che fece estinguere i dinosauri non aviani e molti altri animali.

Il "pallino" di Marte. Per promuovere l'idea (o sarebbe meglio dire, la provocazione) del bombardamento nucleare su Marte, dopo il primo tweet Elon Musk ne ha pubblicato un secondo, annunciando la disponibilità di una t-shirt a tema, venduta a 25 dollari sullo store online di SpaceX. Del resto il visionario CEO è pur sempre un imprenditore. Ma la conquista di Marte è un vero e proprio “pallino” per Musk, sicuro di poterlo raggiungere nei prossimi anni grazie alla nuova astronave Starship, in grado di trasportare un centinaio di persone. L'obiettivo ultimo di Musk, del resto, è quello di creare una vera e propria colonia umana sul Pianeta Rosso, sul quale la NASA conta di portare i primi astronauti attorno alla metà degli anni '30. La pazza idea del CEO di SpaceX concettualmente non è meno ardita di quella di Bill Gates e del “suo” team di scienziati; il fondatore della Microsoft vorrebbe infatti lanciare milioni di tonnellate di polvere bianca (a base di carbonato di calcio) nella stratosfera terrestre per riflettere parte dei raggi solari e abbattere il riscaldamento globale.