16 Febbraio 2017
16:45

Cacca nello spazio, finalmente la NASA sa come liberarsi del problema

Con oltre 20 mila partecipanti e 5 mila progetti presentati, la competizione SpacePoopChallenge è stata un vero e proprio successo. Al primo posto si è classificato un sofisticato sistema con pannolini gonfiabili ed estraibili attraverso una camera di compensazione.
A cura di Andrea Centini

La NASA ha premiato con 30 mila dollari i vincitori della “SpacePoopChallenge”, una competizione avviata lo scorso ottobre nella quale i partecipanti hanno presentato progetti per smaltire escrementi ed altri rifiuti organici dalla tuta degli astronauti, senza la necessità di utilizzare le mani. La sfida, rimasta accessibile per circa quattro mesi sul portale Herox, ha coinvolto oltre ventimila partecipanti da ogni angolo del globo, per un totale di cinquemila progetti presentati. Un vero e proprio successo che ha stupito anche gli addetti dell'ente aerospaziale americano.

Al primo posto, che si è aggiudicato il premio da 15 mila dollari, si è piazzato il MACES Perineal Access & Toileting System (M-PATS), ideato dall'ufficiale dell'aeronautica americana e medico chirurgo Thatcher Cardon. Il suo progetto si basa su una sorta di camera di compensazione posizionata sul cavallo della tuta, all'intero della quale possono essere insufflati dei pannolini gonfiabili (o altri oggetti) ed estraibili da una piccola fessura: “È possibile sostituire valvole cardiache attraverso cateteri in un'arteria, non dovrebbe essere un problema gestire un po' di cacca!”, ha sottolineato con ironia il dottor Cardon. Al secondo posto la NASA ha premiato l'Air-powered Spacesuit Waste Disposal System del team SPUDs, una sorta di mutandone con un sofisticato sistema di risucchio, mentre al terzo si è classificato un designer britannico col suo SWIMSuit – Zero Gravity Underwear for 6 Day Use, un costume da bagno in grado di disinfettare e stoccare i rifiuti organici.

Lanciare una tale sfida si è reso necessario poiché si stanno progettando viaggi spaziali sempre più lunghi e complessi, come quello verso il pianeta Marte, ed è possibile che in condizioni di emergenza gli astronauti possano dover indossare la propria tuta per diversi giorni. La competizione prevedeva infatti che i sistemi proposti funzionassero per almeno sei giorni. Può sembrare un problema banale quello dell'espulsione di feci, urine e fluido mestruale, rispetto alle sfide tecnologiche da superare in tale contesto, tuttavia si tratta di un dettaglio fondamentale che può fare la differenza tra la vita e la morte dell'astronauta, a causa di infezioni e sepsi che i rifiuti organici possono scatenare. Basti pensare che gli astronauti in viaggio tra la Terra e la Stazione Spaziale Internazionale utilizzano una sorta di semplice pannolino. I progetti vincitori della SpacePoopChallenge verranno ulteriormente perfezionati dagli ingegneri della NASA, sino a quando non diverranno realtà.

[Foto di NASA]

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