Un mix sperimentale di tre farmaci ha dimostrato di prolungare in modo significativo la vita di animali in test di laboratorio, ritardandone il tasso di invecchiamento e promuovendo la salute durante l'età adulta. Nel verme nematode Caenorhabditis elegans la longevità è stata praticamente raddoppiata, ma sono stati ottenuti ottimi risultati anche nel moscerino della frutta (Drosophila melanogaster). La speranza è che esso possa offrire concreti benefici anche nell'uomo. A scoprire l'efficacia del mix di farmaci un team di ricerca della Scuola di Medicina "Yong Loo Lin" presso l'Università Nazionale di Singapore (NUS), che ha collaborato a stretto contatto con i colleghi del Singapore Lipidomics Incubator (SLING) presso il Life Sciences Institute della NUS.

Gli scienziati, guidati dal professor Jan Gruber, docente del Dipartimento di biochimica allo Yale-NUS College, hanno plasmato i propri esperimenti sui risultati di precedenti indagini, che avevano dimostrato l'efficacia della rapamicina nel prolungare le vita negli animali (topi compresi). Questa molecola, un antibiotico conosciuto anche col nome commerciale di Sirolimus, viene impiegata da tempo per prevenire il rigetto dopo i trapianti d'organo. Si chiama rapamicina poiché è stata scoperta come prodotto di un batterio coltivato nel terreno proveniente dall'affascinante Isola di Pasqua (Rapa Nui in lingua nativa), della quale sembra abbiano appena scoperto il significato delle misteriose statue.

Credit: Jan Gruber
in foto: Credit: Jan Gruber

Gruber e colleghi hanno deciso di testare la rapamicina con altre molecole note per influenzare i processi biochimici legati all'invecchiamento, come l'allantoina, la psora-4, la metformina e la rifampicina, scoprendo che una specifica coppia offre un vero e proprio “boost” nella longevità dei nematodi trattati. Aggiungendo un terzo farmaco gli scienziati hanno ottenuto l'elisir di lunga vita perfetto, in grado quasi di raddoppiare la vita dei Caenorhabditis elegans, mantenendoli in salute più a lungo durante la fase adulta e senza ridurne la fertilità. Il biochimico Nicholas Tolwinski ha invece testato lo stesso mix sui moscerini della frutta, ottenendo benefici molto significativi. Il fatto che il mix di farmaci abbia funzionato su due animali così evolutivamente diversi fra loro suggerisce che tali benefici possano essere ottenuti anche nei mammiferi e quindi nell'uomo. Del resto sia le drosofile che i nematodi C. elegans vengono utilizzati da tempo come modello nei test di laboratorio, proprio per le loro caratteristiche genetiche e per il ciclo vitale.

Il prossimo obiettivo del team di Gruber è determinare la sicurezza del cocktail sperimentale anche nei mammiferi e puntare a una futura sperimentazione clinica. “Se riusciamo a trovare un modo per estendere la vita sana e ritardare l'invecchiamento nelle persone, possiamo contrastare gli effetti nocivi dell'invecchiamento delle popolazioni, fornendo ai Paesi non solo benefici medici ed economici, ma anche una migliore qualità della vita per la loro gente”, ha dichiarato l'autore principale dello studio. “Vogliamo beneficiare non solo di vite più lunghe, ma anche di trascorrere più di quegli anni liberi da malattie legate all'età come l'artrite, le malattie cardiovascolari, il cancro o il morbo di Alzheimer. Queste malattie richiedono attualmente trattamenti molto costosi, quindi i benefici economici di essere più sani più a lungo sarebbero enormi”, ha concluso Gruber. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Developmental Cell.