Intelligenti ed empatici, gli elefanti sono tra gli animali che più spesso l'uomo ha colto in momenti di grande affetto verso i suoi consimili. Ne è un esempio tra tanti quello dell'elefante che abbraccia il cadavere del suo amico e lo difende dagli sciacalli. Si tratta di qualità che le popolazioni che vivono a contatto con questi pachidermi ben conoscono, "ma [che] noi scienziati dovevamo provare". La necessità di far controfirmare agli scienziati quello che le cultura locali già sapevano è stata espressa da Joshua Plotnik e Frans de Waal, della Emory University di Atlanta (Georgia). I due studiosi hanno condotto una significativa ricerca su alcune comunità di elefanti in Thailandia, diventando testimoni curiosi e sorpresi di gesti di affetto tra gli esemplari dello stesso gruppo. Nella sintesi della loro ricerca pubblicata sulla rivista PeerJ, hanno osservato che a provare la gratuità e il fine comunicativo di certi comportamenti vi è il dato che "questi gesti e questi mormorii di partecipazione non vengono mai espressi in situazioni in cui non ci sia un altro elefante in sofferenza, o quando gli elefanti si trovano a lavorare in gruppo, o si trovano da soli".