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Ricercatori dell'autorevole Scuola di Medicina Feinberg presso la Northwestern University hanno scoperto che i soggetti affetti da artrite al ginocchio, per mantenersi funzionalmente attivi e indipendenti, hanno bisogno di tre quarti d'ora di moderata attività fisica a settimana anziché di 150 minuti, come invece suggeriscono le attuali linee guida federali americane. Gli studiosi, coordinati dalla professoressa Dorothy Dunlop, docente di reumatologia e medicina preventiva nell'ateneo di Chicago, per giungere a questa conclusione hanno seguito per due anni oltre 1.600 pazienti con età superiore ai 49 anni, tutti con sintomi evidenti di artrite al ginocchio come dolore, bruciore e rigidità. Movimenti ed esercizi dei pazienti sono stati monitorati attraverso peculiari accelerometri.

Al termine del biennio, è emerso che i benefici in termini di mobilità e velocità dell'andatura riguardavano sia uomini che donne, indipendentemente dall'indice di massa corporea, dalla gravità dell'artrite e dall'età. Per una fetta di popolazione che ha difficoltà a compiere anche i movimenti più semplici e basilari, la possibilità di ridurre di un terzo l'attività fisica utile per ottenere miglioramenti sensibili della patologia è indubbiamente importante. Gli autori dello studio hanno infatti indicato che fare poca attività fisica è sicuramente meglio che niente, non sminuendo comunque la bontà delle linee guida federali: “Rispettarle è importante perché più attività fisica si compie e maggiori sono i benefici per la salute che si ricevono – ha specificato la dottoressa Dunlop – tuttavia anche il raggiungimento di questo obiettivo meno rigoroso offre un beneficio funzionale effettivo, che può essere un punto di partenza per adulti e anziani affetti da problemi articolari”.

Oltre ai 150 minuti di attività fisica settimanale, le linee guida federali suggeriscono che essa debba essere sostenuta attraverso sessioni da dieci minuti, in particolar modo per la salute dell'apparato cardiovascolare, ma la ricerca della Northwestern University ha evidenziato che anche questo aspetto non risulta fondamentale ai fini dei benefici. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Arthritis Care & Research.

[Foto di Grzezorg Skibka]