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L'equinozio d'autunno, che sancisce il passaggio astronomico e ufficiale dalla stagione estiva a quella autunnale, nel 2019 è caduto esattamente alle 9:50 di lunedì 23 settembre, dunque siamo appena entrati nel semestre “freddo” dell'anno. Non sono tuttavia le variazioni del meteo a determinare l'alternanza tra equinozi e solstizi – e dunque delle stagioni – , bensì il moto celeste della Terra attorno al Sole e l'inclinazione dell'asse sul quale ruota il nostro pianeta. Ecco cinque cose che devi assolutamente sapere sugli equinozi.

Cos'è l'equinozio d'autunno

Come indicato, l'equinozio d'autunno è il momento esatto in cui finisce l'estate e inizia la stagione autunnale. Il nome equinozio deriva dal latino “aequinoctium” e significa “notte uguale”; in parole semplici vuol dire che il giorno dura quanto la notte. In realtà non è esattamente così, poiché a causa della rifrazione della luce solare da parte dell'atmosfera terrestre, ci sarà sempre un leggero vantaggio delle ore di luce rispetto a quelle di buio. Quando si raggiungono gli equinozi d'autunno e di primavera (che si alternano ogni sei mesi) il Sole si trova allo zenit dell'equatore e i raggi solari arrivano perpendicolarmente all'asse della Terra. Durante gli equinozi il Sole sorge esattamente a Est e tramonta esattamente a Ovest.

Questione di emisfero

Poiché l'asse della Terra è inclinato, le stagioni tra emisfero settentrionale (boreale) e meridionale (australe) sono “opposte”; ciò significa che se da noi è appena iniziato l'autunno, nei Paesi dell'emisfero sud – come l'Australia o il Sud Africa – ha avuto inizio la primavera. La stessa cosa avviene con i solstizi d'estate e d'inverno, rispettivamente i giorni con più e meno luce dell'anno.

Perché ci sono gli equinozi

Gli equinozi (e i solstizi) esistono proprio a causa dell'inclinazione dell'asse della Terra e del moto di rivoluzione che essa compie attorno al Sole. Questa inclinazione – di poco più di 23° – fu probabilmente causata dall'impatto di un gigantesco oggetto celeste durante la formazione nostro pianeta, miliardi di anni fa. Poiché la Terra ruota attorno al Sole e l'asse rimane sempre inclinato, ne consegue che Polo Nord e Polo Sud sono puntati alternativamente (per sei mesi) verso la stella. È il motivo per cui si alternano le stagioni. Non è la distanza dal Sole a determinare le temperature elevate dell'estate o quelle fredde dell'inverno, ma proprio l'inclinazione del pianeta. Basti pensare che la Terra si trova all'afelio (la massima distanza dal Sole, per via dell'orbita leggermente ellittica) all'inizio dell'estate, tra il 3 e il 7 luglio.

Perché l'equinozio d'autunno arriva in “ritardo”

Mentre l'equinozio di primavera cade tra il 19 e il 21 marzo, quello d'autunno arriva il 22 o il 23 di settembre. Il motivo del “ritardo” è dovuto al fatto che quando la Terra si trova all'afelio (152 milioni di chilometri di circa) è leggermente più lenta, e come indicato ciò si verifica in estate. Ne consegue così uno piccolo spostamento in avanti dell'arrivo dell'autunno rispetto a quello della primavera. Va inoltre considerato che un anno (un giro completo attorno al Sole) dura esattamente 365,25 giorni, mentre il nostro calendario – quello gregoriano – prevede solo 365 giorni. Quel quarto di giorno si accumula facendo slittare di 6 ore in 6 ore i solstizi e gli equinozi di anno in anno; al quarto slitterebbero di un giorno intero. Per “pareggiare” i conti è stato introdotto l'anno bisestile ogni quattro anni, che ha un giorno in più aggiunto nel mese più corto dell'anno (febbraio con 29 giorni anziché 28).

Ci sono equinozi sugli altri pianeti?

Anche gli altri pianeti del Sistema solare hanno un asse inclinato e presentano le stagioni come sulla Terra, di conseguenza hanno anche solstizi ed equinozi. Tuttavia, la periodicità e gli "effetti" di questi eventi sono molto diversi da quelli del nostro pianeta. Basti pensare che Mercurio ha un asse inclinato di circa 2°, mentre Urano ha una assurda inclinazione di 98° (è praticamente adagiato su un fianco). Le variazioni stagionali nel primo sono minime, mentre nel secondo sono estreme. Su Saturno, che è inclinato di 27°, c'è un equinozio ogni 15 anni terrestri perché il “Signore degli Anelli” impiega circa 29 anni per completare un giro attorno al Sole. Su Marte, dove l'asse di rotazione è simile a quello della Terra, le stagioni sono paragonabili alle nostre, ma durano di più a causa dell'anno marziano più lungo, circa il doppio di quello terrestre.