Le autorità sanitarie della Guinea hanno allertato l'Organizzazione Mondiale della Sanità lo scorso 16 marzo a causa di tre morti inesplicabili nel villaggio di Koropara, specificando che altri membri della stessa famiglia mostrano sintomi caratteristici dell'ebola. Gli incaricati dal Ministero della Salute del Paese africano, dell'OMS, dell'UNICEF e dell'US Centers for Disease Control si sono recati sul posto per prelevare campioni da quattro individui: ne è emerso, così, che una madre e il suo bambino di cinque anni, parenti dei deceduti, risultano positivi al test dell'ebola virus.

L'allerta della World Health Organization

Immediatamente è stato mobilitato un team che comprende epidemiologi, esperti di logistica, sociologi ed un antropologo per operare con quella che si profila come una situazione di massimo rischio: troppa la paura che, dopo la fine dell'epidemia annunciata alla fine dello scorso anno, si possa ricadere nell'incubo che ha causato la morte di più di 11.300 persone e danni inestimabili dal punto di vista sociale ed economico. Compito del gruppo, in questi giorni, è quello di cercare l'origine delle nuove infezioni al fine di isolarle e monitorare tutti i contatti avuti dai contagiati e dalle persone già decedute.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità continua a sottolineare che la Sierra Leone, la Liberia e la Guinea sono ancora a rischio focolai di ebola, principalmente a causa della persistenza del virus in alcuni sopravvissuti, per cui l'attenzione deve restare massima e bisogna essere pronti a rispondere.

Uno studio sul genere Ebolavirus

Nel frattempo, i ricercatori della britannica University of Kent hanno pubblicato i risultati di uno studio che mette in guardia contro i potenziali sviluppi catastrofici derivanti da una nuova forma di Ebolavirus. In un lavoro i cui dettagli sono stati descritti da Nature – Scientific Reports, gli scienziati si sono dedicati ad esaminare le differenze tra le quattro varianti di virus ebola che causano la febbre emorragica negli uomini e l'unica che risulta innocua per gli esseri umani, nota come Reston virus. Il Reston virus è stato trovato nel 2008 in alcuni maiali domestici nelle Filippine mentre nessuno degli individui che avevano sviluppato gli anticorpi al virus aveva mostrato i sintomi classici della temibile febbre emorragica.

Potenziali pericoli da un nuovo Ebola virus

Servendosi delle analisi delle sequenze geniche dei diversi tipi di Ebolavirus, ed elaborando delle proiezioni relative agli effetti delle variazioni di sequenza sulle funzioni del virus, i ricercatori hanno identificato le differenze caratteristiche nelle proteine del virus. I risultati suggeriscono che basterebbero davvero poche mutazioni in una delle proteine, denominata VP24, per trasformare il Reston in un virus in grado di attaccare l'uomo con effetti letali

Lo studio evidenzia, quindi, l'ulteriore rischio derivante dalla possibilità che il Reston virus possa acquisire le poche mutazioni necessarie a trasformarsi in una nuova minaccia per gli umani.