Dormire più a lungo nel weekend per recuperare le ore di sonno perdute durante la settimana non è affatto un rimedio efficace per la salute. In parole semplici, questa “strategia” non ci protegge dal rischio di diabete e obesità legato al metabolismo sregolato di chi è abituato a dormire meno delle canoniche sette ore a notte, la durata raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per un adulto.

Ricerca americana. A dimostrare l'inefficacia delle dormite prolungate nel fine settimana è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati del Laboratorio di sonno e cronobiologia dell'Università del Colorado di Boulder, che hanno collaborato con i colleghi della Divisione di Endocrinologia, Metabolismo e Diabete e della Divisione di Geratria dell'Anschutz Medical Campus. Gli studiosi, coordinati dal professor Christopher M. Depner, docente presso il Dipartimento di fisiologia integrativa dell'ateneo statunitense, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver coinvolto in uno specifico esperimento 36 giovani in salute tra i 18 e i 39 anni.

L'esperimento. I volontari sono stati suddivisi in tre gruppi: quelli del primo potevano dormire quanto tempo desideravano per nove notti consecutive; quelli del secondo gruppo dovevano dormire al massimo per cinque ore a notte, sempre per nove giorni; mentre quelli del terzo dovevano seguire lo stesso programma del secondo gruppo, fatta eccezione per il weekend, nel quale potevano riposare quanto volevano. Depner e colleghi hanno preso nota di vari parametri come aumento del peso, consumo delle calorie, sensibilità all'insulina e ritmi circadiani di tutti i partecipanti, e al termine del test hanno incrociato tutti i dati. Dall'analisi statistica è emerso che i volontari del terzo gruppo (quello con fine settimana di “riposo”) non hanno ottenuto alcun beneficio metabolico rispetto a quelli del secondo. Nei due gruppi con sonno limitato, infatti, i ricercatori hanno osservato l'aumento delle calorie introdotte (in particolar modo durante la cena) e del peso, ma il parametro più preoccupante emerso è quello relativo alla diminuzione della sensibilità all'insulina. Nei partecipanti del secondo gruppo essa si è ridotta del 13 percento, mentre in quelli del terzo gruppo fino al 27 percento. Inoltre i volontari del terzo gruppo non sono riusciti a sfruttare l'occasione di riposare più a lungo nel weekend, dormendo in media solo 66 minuti in più rispetto agli altri.

I risultati. “Il messaggio chiave di questo studio è che il recupero del sonno nel fine settimana non sembra essere una strategia efficace per invertire i disturbi metabolici indotti dalla perdita del sonno”, ha dichiarato il coautore dello studio Kenneth Wright. Gli ha fatto eco il professor Depner, sottolineando il rischio relativo alla ridotta sensibilità all'insulina: “I nostri risultati mostrano che la sensibilità all'insulina specifica per muscoli e fegato era peggiore nei soggetti che avevano dormito nel fine settimana. Questo risultato non era previsto e dimostra ulteriormente che recuperare il sonno nel fine settimana probabilmente non è una contromisura efficace per la salute metabolica quando la perdita di sonno è cronica”.

Rischi della carenza di sonno. Una recente ricerca condotta da scienziati dell'Università Politecnica delle Marche e dell'Università del Wisconsin ha dimostrato che la carenza di sonno attiva un meccanismo di ‘autoconsumazione' cerebrale che favorisce l'insorgenza del'Alzhiemer. Altri studi hanno dimostrato che dormire poco espone al rischio di depressione, osteoporosi, riduzione delle cellule anti-cancro e di altri fattori benefici per la nostra salute. Insomma, anche se per molti non è facile, la raccomandazione è sempre quella di riposare sette ore a notte. I dettagli della nuova ricerca americana sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Current Biology.