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Coronavirus
18 Maggio 2021
18:02

Dopo il vaccino i sintomi a lungo termine della Covid tendono a migliorare

I sintomi della cosiddetta “Long Covid” come affaticamento, dolori muscolari e dolore toracico migliorano dopo la somministrazione del vaccino. I farmaci a RNA messaggero – e in particolar modo il Moderna – sembrano offrire i risultati migliori, come emerso da un sondaggio con oltre 800 partecipanti del Regno Unito.
A cura di Andrea Centini
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Dopo la vaccinazione contro il coronavirus SARS-CoV-2 i sintomi della sindrome post-COVID-19 (conosciuta anche come Long Covid o postumi della COVID-19 a lungo termine) tendono a migliorare in un numero significativo di pazienti. È quanto emerso da un nuovo sondaggio online che ha coinvolto oltre 800 persone colpite da questa condizione, caratterizzata da affaticamento, debolezza, disturbi cognitivi come la “nebbia mentale”, dolori muscolari e altre condizioni che possono protrarsi per mesi, dopo aver superato la fase acuta dell'infezione. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si aspetta nel prossimo futuro un'ondata di pazienti affetti dai sintomi a lungo termine, considerando il numero enorme di contagiati (oltre 163 milioni) dall'inizio della pandemia, pertanto i miglioramenti osservati grazie alla vaccinazione non possono che essere accolti positivamente.

Il sondaggio online è stato condotto dal gruppo di ricerca del LongCovidSOS, che da diverso tempo segue e assiste i pazienti con sindrome post-COVID-19 in Gran Bretagna. In tutto hanno partecipato 812 persone, nella maggior parte dei casi donne bianche. Nel sondaggio è stato chiesto ai partecipanti di indicare un miglioramento o un peggioramento dei sintomi a una settimana di distanza dalla ricezione della dose, per evitare potenziali confusioni con i normali effetti collaterali post vaccinazione, come febbre, dolori articolari e altri lievi e temporanei malesseri. Dall'analisi delle risposte, i ricercatori hanno osservato che le persone con Long Covid hanno avuto per 14 sintomi un punteggio migliore tra il 23 e il 31 percento rispetto a quello ottenuto prima dell'inoculazione. La “forchetta” variava in base al vaccino somministrato: quelli a RNA messaggero (mRNA) come il Moderna e lo Pfizer-BioNTech sembrano garantire risultati migliori rispetto al siero a vettore virale Vaxzevria di AstraZeneca (il Johnson & Johnson non era coinvolto nello studio).

Complessivamente, il 57 percento dei partecipanti con Long Covid ha avuto un miglioramento generale dei sintomi, mentre il 24 percento non ha osservato differenze significative e il 19 percento ha invece indicato un peggioramento delle proprie condizioni. Il 27 percento ha segnalato il miglioramento di alcuni o di tutti i sintomi della sindrome post-COVID-19, senza segnalare peggioramenti. Solo il 3 percento dei sintomi è peggiorato, ma nella maggior parte dei casi si è trattato di un peggioramento transitorio. Il 24 percento dei partecipanti ha invece sperimentato un mix di sintomi migliorati e peggiorati, ma complessivamente stava meglio. Il vaccino di Moderna è risultato particolarmente efficace nel migliorare i dolori muscolari (mialgia), la stanchezza e il dolore toracico rispetto al vaccino di AstraZeneca.

“Ci auguriamo che le persone con Long Covid siano rassicurate dai risultati di questo sondaggio e che non esitino a ricevere uno dei vaccini in offerta. Questi dati mostrano che molte persone migliorano dopo la vaccinazione e solo una piccola percentuale peggiora. Questi cambiamenti potrebbero essere temporanei per alcune persone. Ci auguriamo che queste informazioni portino a studi clinici controllati in modo da poter scoprire se i vaccini potrebbero avere un uso terapeutico per coloro che soffrono di Long Covid”, ha dichiarato in un comunicato stampa la dottoressa Ondine Sherwood di LongCovidSOS. “Il programma di vaccinazione è fondamentale per prevenire la reinfezione per le persone con Long Covid. Questi risultati danno motivo di cauto ottimismo”, le ha fatto eco il dottor David Strain della Scuola di Medicina dell'Università di Exeter. Del resto si tratta di una ricerca non ancora sottoposta a revisione paritaria che presenta i limiti dell'auto-segnalazione, pur avendo evidenziato risultati significativi.

In precedenza lo studio “Are vaccines safe in patients with Long COVID? A prospective observational study” dell'Università di Bristol aveva osservato che a un mese dalla vaccinazione con Pfizer-BioNTech e AstraZeneca i pazienti mostravano “un piccolo miglioramento complessivo dei sintomi della Long COVID”. Anche gli scienziati dell'Università Columbia di New York hanno osservato miglioramenti nel 30 percento dei pazienti vaccinati e affetti da Long Covid. Secondo l'immunologo Danny Altmann dell'Imperial College di Londra, intervistato dal Guardian, i vaccini potrebbero migliorare la salute dei pazienti con Long Covid perché la risposta immunitaria innescata sarebbe in grado di eliminare i serbatoi di virus latenti. I dettagli della ricerca “The impact of COVID vaccination on symptoms of Long Covid. An international survey of 900 people with lived experience” sono stati pubblicati sul portale del LongCovidSOS in attesa della pubblicazione su una rivista scientifica.

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